Bondeno dà l’addio a Rossella, altra vittima di femminicidio

Domani pomeriggio al Santuario della Pioppa i funerali della donna uccisa in casa. Ieri perizia sui telefoni e i movimenti del presunto assassino, il suo ex compagno. Le verità dai periti nominati dal giudice: l’udienza a giugno in tribunale 

 

BONDENO. Domani alle 15 la comunità di Bondeno si troverà nel Santuario della beata vergine della Pioppa per dare l’ultimo saluto a Rossella Placati, la donna di cinquant’anni trovata in casa senza vita lunedì 22 febbraio. Dopo la cerimonia la salma verrà trasportata a Ferrara per la cremazione.

Al centro antiviolenza


Per lei, uccisa senza pietà, i figli e i familiari tutti non chiedono fiori ma offerte al centro antiviolenza donna. Ma se quello di domani sarà l’epilogo dell’ennesima tragedia che vede vittima una donna, l’inchiesta di procura e carabinieri sul presunto assassino, Doriano Saveri, il compagno accusato di averla uccisa in casa, entra nel vivo per dare risposta alle tante domande che ruotano attorno alla violenta morte di Rossella.

Perizia in tribunale

Ieri mattina in tribunale, il giudice Vartan Giacomelli ha assegnato la perizia informatica sui cellulari sequestrati: quello della vittima, di Saveri e della figlia dell’uomo. Il perito, l’ingegnere Michele Ferrazzano dove estrarre dalla memoria dei cellulari le telefonate, i contatti, e i messaggi a cavallo dei giorni della tragedia tra la domenica 21 febbraio scorso e il lunedì seguente quando, ricordiamo, Saveri alle 8 di mattina si è presentato urlando nella caserma dei carabinieri di Bondeno dicendo «Io non c’entro nulla, sono rovinato, lei è morta».

Continua a negare

Saveri ha sostenuto durante l’interrogatorio fiume di un’intera notte di non aver ucciso la compagna. O meglio ex compagna, visto che il loro rapporto era finito e lui stesso aveva preparato scatolini ed effetti personali nella stessa casa pronto a traslocare quando ne avesse trovato un’altra.

Ma contro Saveri procura e carabinieri hanno raccolto tanti e tali riscontri e indizi che hanno indotto lo stesso giudice Giacomelli a confermare il fermo e poi ordinare la custodia in carcere dove Saveri si trova da ormai due settimane. Saveri, secondo le accuse, avrebbe ucciso la compagna nella notte tra domenica e lunedì di due settimane fa: era solo lui in casa e lo avrebbe fatto colpendola alla testa con un oggetto contundente (martellina o altro) e poi infierendo su di lei con fendenti al petto. Le armi del delitto (o anche una sola usata per quei colpi micidiali) non sono state trovate, ma le indagini continuano soprattutto dopo le conferme della medicina legale per l’autopsia. Anche questa perizia svolta con le garanzie dell’incidente probatorio, ossia con periti del giudice, periti che avranno tempo 90 giorni per depositare i risultati delle rispettive perizie: quella medico legale che dovrà indicare un orario della morte e la successione di quei colpi e quella sui telefoni che dovranno guidare gli inquirenti, isolando le tracce telefoniche degli spostamenti del giorno e della notte del delitto e verificare dove, come e quando si sono attivate le celle telefoniche. Poi i periti dovranno tornare in tribunale, davanti alle parti, e al giudice Giacomelli, il 16 giugno prossimo. –

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