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Famiglie ferraresi in subbuglio. Bimbi a casa tutti in dad: meno di 48 ore per prepararsi

No alla didattica in presenza per i figli dei cosiddetti "lavoratori indispensabili". Babysitter introvabili e tutti gli uffici aperti

FERRARA. Nella prima serata di ieri (venerdì 12 marzo) le temute chat dei genitori sono diventate roventi. Dopo l’illusione della settimana scorsa di poter continuare con la didattica in presenza almeno per i più piccini, la notizia della zona rossa ha mandato tutti in agitazione. Perché per quanto si possa essere preparati, avere i bambini a casa e doverli seguire anche nelle lezioni, è davvero molto dura.

Chi va alle elementari non è autonomo, chi ha più figli deve fare i conti anche con gli strumenti che ogni famiglia ha a disposizione e le scuole, non sapendo ancora come doversi comportare, ieri pomeriggio, non hanno ancora provveduto alla distribuzione dei tablet per coloro che ne hanno bisogno. Anche perché, naturalmente, nessuno ne ha ancora fatto richiesta.

Ieri i bambini sono tornati a casa con gli zaini pieni di libri, quaderni e materiale didattico mentre i dirigenti scolastici hanno mandato una circolare preparando le famiglie e dando le prime indicazioni. come funziona «Qualora la Regione dovesse diventare zona rossa, a partire da lunedì è prevista la sospensione delle attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado. L’istituto garantirà la didattica a distanza e quella in presenza con bisogni educativi speciali a partire da martedì» .

E con la circolare è caduta anche l’ultima di speranza per i “lavoratori indispensabili” di avere un aiuto almeno per qualche ora. Niente da fare. In 48 ore bisognerà organizzarsi, cercare babysitter che saranno introvabili perché anche loro hanno i figli a casa. I nonni nemmeno a parlarne perché nella maggior parte dei casi sono isolati da tempo e la possibilità di portarli da amici e parenti è esclusa: nessuna deroga. Da lunedì uno dei due dovrà restare a casa, i datori di lavoro rivedere turni e programmi e per chi non sa dove sbattere la testa non c’è soluzione: o il lavoro o i figli. Dopo un anno si ricomincia punto e capo. Ma mentre prima c’era l’incoscienza di un tuffo nel vuoto, adesso c’è la stanchezza, la precarietà, la consapevolezza che tutto il peso è sempre e solo sulle famiglie. La scuola non c’entra. Gli insegnanti hanno sempre fatto i salti mortali e li continueranno a fare. La scuola c’è: è tutto il resto che manca. —

Annarita Bova

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