Minacce alla consigliera Un indagato per le mail sequestrati i cellulari

il caso

Una serie di mail, inviate tra luglio e agosto 2020, sempre allo stesso indirizzo internet, quello della consigliera Anna Ferraresi, ex eletta della Lega, oggi nel Gruppo Misto dopo una burrascosa uscita dal Carroccio. Lettere che oggi si potrebbe definire d’odio anche se in questo caso lo strumento usato non sono i social ma la posta elettronica. Per i contenuti di quelle mail è stato iscritto nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Isabella Cavallari il presunto autore, che ha preso di mira la consigliera (spesso bersaglio di iniziative simili dopo il “divorzio” dalla Lega) ed è accusato di minaccia e tentata violenza privata (per lui un provvedimento di sequesto di cellulari e tablet). I testi sono scritti in parte in italiano e in parte in dialetto e avevano come obiettivo la campagna avviata dalla consigliera contro il degrado e lo stato di abbandono di alcuni luoghi della città. Denunce politiche, che sollecitavano interventi di riqualificazine all’amministrazione cittadina e hanno attirato in più occasioni la reazione non sempre “educata” di personaggi del mondo politico. In questo caso l’autore delle mail ha usato insulti ed espressioni umilianti contro la consigliera facendo trapelare la possibilità che la stessa potesse essere oggetto di voci in grado di lederne l’affidabilità e condizionarne il ruolo politico.


«Emerge l’esigenza – scrive lo studio Anselmo, che rappresenta Anna Ferraresi – di tutelare maggiormente persone che vengono attaccate per il loro ruolo pubblico, esigenza che non sempre ha incontrato la necessaria sensibilità. I contenuti di quelle mail non sono critiche ma frutto di un comportamento subdolo e scorretto». —

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