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Velox di Mesola, rigettato il primo ricorso: «Ci obbligano al tribunale civile»

Giudice di pace boccia le contestazioni sollevate dall’esperto: «Attendo le motivazioni, ma i cittadini meritano giustizia»

MESOLA. È arrivata la notizia della prima bocciatura ai ricorsi presentati da alcuni automobilisti contro le sanzioni elevate dal velox sulla Romea, vicino a Mesola. «Un giudice di pace di Ferrara ha rigettato un ricorso malgrado tra i motivi di contestazione vi era la mancata visibilità dello strumento (articolo 142 comma 6 bis Codice della strada “Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili”), poi si è contestata la mancata esistenza del decreto del modello autovelox ovvero la sua mancata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Inoltre, anche l’articolo 232 del Cds prescrive il Decreto ministeriale emesso da ministro competente per materia e non prevede una determinazione dirigenziale a firma di un dirigente e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), cosa confermata da sentenza dello scorso dicembre 2020 di un giudice di pace di Milano. A questo punto o il giudice di pace di Milano è una visionaria che non vede i documenti esibiti, e ciò non lo ritengo credibile, oppure il collega di Ferrara vede documenti che non gli sono mai stati esibiti, e la certezza che non siano mai stati esibiti è dovuto al fatto che non esiste un decreto ministeriale e non esiste automaticamente alcuna Gazzetta Ufficiale che lo riporti». Ha sorpreso alcuni giorni fa questo post di Carlo Spaziani, esperto in materia di velox che ha affiancato gli automobilisti contro le sanzioni elevate sulla statale Romea, in corrispondenza di via Motte all’altezza di Mesola.

I PRECEDENTI


L’apparecchio ha fatto molto discutere da subito per il suo posizionamento. Diversi cittadini hanno chiesto venisse spostato in un altro punto, dove poteva fungere da reale deterrente. Sul posto è stato anche chiamato Spaziani, già intervenuto nella nostra provincia per rilevare eventuali irregolarità di questi apparecchi. E chi ha buona memoria ricorderà che stessa sorte ottennero i ricorsi presentati ai giudici di pace di Ferrara per le multe del velox fra Copparo e Ro. Anche allora i ricorsi furono rigettati, ma la maggior parte degli automobilisti sanzionati decise di proseguire a lottare contro quella che era ritenuta un’ingiustizia, finendo così per ricorrere al tribunale civile, vedendo coronata la propria battaglia. «Ma non va bene - commenta ancora Spaziani -, perché spetta ai giudici di pace prendere queste decisioni, non si devono costringere i cittadini a ricorrere ad avvocati, tribunali, spese legali con la possibilità che poi tali spese finiscano a carico delle amministrazioni». Come è avvenuto per l’Unione Terre e Fiumi in relazione all’apparecchio sulla sp5.

LE MOTIVAZIONI

Facile pensare che gli altri ricorsi vengano rigettati presentando le stesse critiche allo strumento posto sulla Romea. «Aspetto ovviamente la motivazione del giudice di pace, ma sono deluso per l’impossibilità di poter spiegare le basi sulle quali sono stati presentati i ricorsi. Ma non ci possono essere sentenze diverse sullo stesso tipo di ricorso, qualcuno ci deve spiegare come sia possibile».

Spaziani ha aperto pagine Facebook dedicate ai velox di Jolanda e Mesola per dare informazioni e supporto ai multati, ovviamente dopo aver accertato di persona che tali apparecchi non siano a norma. «In un’apposita pagina, in caso di rigetto, saranno pubblicati i motivi di ricorso e le relative sentenze, per cui ciascuno potrà analizzare la cosa, quindi rendersi conto e sapere il grado di preparazione dei prefetti o dei giudici che dovranno dimostrare il rispetto delle leggi quali persone preposte ad applicare quelle esistenti e non quelle non esistenti», chiude polemicamente Spaziani. —

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