Franco festeggia 77 anni «Sono stati giorni difficili ma ho sconfitto il virus»

La precipitosa retro-marcia del sindaco di Ferrara, che un giorno dopo aver annunciato l’apertura degli asili anche per i figli dei lavoratori “essenziali” ha dovuto ripiegare sui soli bambini disabili e Bes, al massimo affiancati in presenza da compagni per favorirne la socializzazione, ancora non è sufficiente per Cgil e Uil. Le due sigle, che avevano subito evidenziato come l’annuncio confliggesse con le norme Covid, mettono nel mirino tre aspetti del progetto in atto da qualche giorno negli asili cittadini e chiamano in causa il prefetto. La prima questione è il previsto «coinvolgimento di un gruppo di pari» per affiancare i bambini “speciali”. La circolare del ministero, fanno notare Cgil e Uil della funzione pubblica, prevede solo «il coinvolgimento nelle attività in presenza anche di altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe», quindi nel documento del Comune «si potrebbe leggere un tentativo, peraltro maldestro, di aggirare la circolare, che di per se è chiara. Ma siamo sicuri che è solo una lettura faziosa, la nostra».

La seconda questione è la volontà ribadita dal Comune di rivolgere «particolare attenzione nella turnazione complessiva alle esigenze di conciliazione dei tempi di lavoro e di cura dei figli dei lavoratori coinvolti in questa fase dell’emergenza»; anche in questo caso «il Comune pare derogare da quanto previsto dal Dcpm del 2 marzo, ma siamo sicuri che l’obiettivo del Comune sia solo quello di capire chi dei compagni di classe di alunni disabili o con bisogni speciali entrerà per primo, altrimenti ci troveremmo di fronte ad una palese violazione della legge».


Infine, il riferimento al «gruppo dei pari, rischia di far saltare il principio delle sezioni/bolla, mettendo a rischio la salute e la sicurezza del personale».

Tutti quesiti, concludono Cgil e Uil, «posti al signor Prefetto, garante dell’applicazione dei Dcpm». —

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