Fuochi contro le gelate «Così salviamo il raccolto»

Gli agricoltori costretti ad accendere i falò per evitare che il freddo rovini i frutteti «Chiesti i permessi a Comuni, vigili e forestale, ci aspettano notti insonni»

Gian Pietro Zerbini

È dura la vita dell’agricoltore che deve combattere contro gli agenti atmosferici per salvare il lavoro di un’intera stagione. Bastano anche pochi minuti infatti per vanificare un intero raccolto.


In questo periodo, come già lo scorso anno, la minaccia per gli operatori delle campagne arriva dalle gelate notturne, con la temperatura che scende di alcuni gradi sottozero, con i fiori negli alberi da frutto che a certe temperature non resistono e vanificano la raccolta della prossima estate.

Sono attese anche per queste notti, soprattutto nel forese dove si registrano temperature di qualche grado più basso rispetto a Ferrara, le temute gelate e già molti agricoltori stanno correndo i ripari con i sistemi di una volta. Il fuoco che scalda un po’ la temperatura, impedendo che si registri quel -3, -4 gradi che porterebbe conseguenze devastanti per l’albero, vani ficando la successiva crescita dei frutti.

«Ho già chiesto i necessari permessi a Comune, vigili del fuoco, informato la forestale - dichiara Vincenzo Bandiera, di Focomorto, uno dei tanti coltivatori ferraresi che in queste notti freddissime dovranno accendere i fuochi in appositi contenitori - voglio evitare come lo scorso anno che per una notte di sbalzo termico si comprometta il lavoro di un anno. Starò alzato nelle ore più fredde per garantire il riscaldamento e tenere sotto controllo la situazione. Ci aspettano notti insonni, ma dobbiamo vigilare, questa è una fase decisiva per la nostra produzione e non voglio che vada perduta».

Lo scorso anno, proprio le gelate tra fine marzo e inizio aprile provocarono gravissimi danni alla produzione soprattutto delle drupacee. —

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