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A Ferrara i medici rassicurano: «AstraZeneca  efficace e sicuro». 
 

Il professore Cuneo promuove il siero sospeso. L’esperto di ematologia: "non c’è associazione con il rischio di trombosi". Al lavoro  per la realizzazione di un vademecum riservato ai medici di famiglia

«Bisogna tenere ben presente perché facciamo questo vaccino. Ogni giorno molti di noi prendono farmaci per sintomi lievi che, se si guarda il foglietto illustrativo, possono far venire complicanze rarissime. Ma se c’è motivo di prenderlo lo prendiamo. Quindi fate il vaccino perché AstraZeneca è efficace e sicuro come quelli che hanno avuto il giudizio rigoroso dell’agenzia europea dei medicinali» .

È con il report dell’Ema alla mano che il professor Antonio Cuneo (sezione di ematologia Unife) intende fronteggiare i probabili nuovi timori nei confronti del siero che ha fatto registrare, riporta appunto l’Ema nel suo report, qualche caso in più rispetto all’atteso per quanto riguarda le alterazioni della coagulazione del sangue ma anche benefici maggiori ai rischi.


«Nel report si dice che sono stati vaccinati con almeno una dose circa 20 milioni di cittadini in Europa e in Inghilterra – riporta Cuneo – Il vaccino non è associato ad un rischio complessivo aumentato di alterazione della coagulazione del sangue o di trombosi venosa profonda. È vero che sono stati riportati alcuni episodi di rarissime alterazioni della coagulazione del sangue che in questi 20 milioni di soggetti sono consistiti di 7 casi di formazione di piccoli multipli coaguli nei vasi sanguigni (coagulazione intravascolare disseminata) e 18 casi di trombosi venosa profonda, che invece di venire in una sede tipica, le gambe, veniva nel cervello. E in prevalenza in donne al di sotto di 55 anni – continua Cuneo – La conclusione è che non c’è al momento prova che questi rarissimi eventi siano stati causati dal vaccino». La vaccinazione con AstraZeneca quindi, da ieri, è ripresa, insieme ad una «maggiore vicinanza della classe medica alle persone spaventate», è l’augurio di Cuneo. Che, insieme ai suoi collaboratori, è già all’opera per la realizzazione di una sorta di vademecum per i medici di famiglia: «chi come noi vede le trombosi venose cerebrali si mette al servizio dei colleghi che andranno a vaccinare i pazienti, così che quando li chiameranno per dire di avere, per esempio, il mal di testa, sappiano cosa fare. Perché la cefalea – dice Cuneo – non c’entra assolutamente nulla con la trombosi venosa profonda cerebrale, che non è il mal di testa, ma il mal di testa con sintomi neurologici importanti, spesso con nausea e vomito». E per coloro che hanno avuto la trombo flebite? «Non c’è nessuna indicazione a non fare il vaccino – dice il medico – non c’è nessuna relazione fra i pregressi episodi di flebite e le nuove flebiti, pochissime, che si sono realizzate». Ad ogni modo Cuneo ricorda «cosa è bene fare per evitare il rischio di avere la trombosi venosa profonda e l’alterazione della coagulazione del sangue nella vita di tutti i giorni, indipendentemente dal vaccino: non fumare, evitare diete incongrue, controllare il peso corporeo, ridurre la sedentarietà». —

Giovanna Corrieri

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