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Ferrara, in 15 giorni trovato mezzo chilo di droga: in arrivo due nuovi cani-poliziotto

Sabato 20 marzo l’annuncio del comandante Rimondi: risultati straordinari. A fine anno la nuova caserma. Pugno di ferro sullo spaccio  

FERRARA. Gonfia il petto Claudio Rimondi, dal 2 novembre 2019 comandante della Polizia Locale di Ferrara. Negli ultimi 15 giorni è stato sequestrato oltre mezzo chilo di droga, tra marijuana e hashish (di quest’ultimo, un panetto particolarmente consistente). Un risultato senza precedenti, annunciato ieri mattina dallo stesso capo della “Locale”. Se si pensa che mediamente il costo di queste droghe oscilla tra i 20 e i 25 euro al grammo, lo stupefacente tolto ai trafficanti avrebbe fruttato più di 12mila euro. Questa è la prima novità di giornata. La seconda è che a giorni l’unità cinofila sarà raddoppiata. Agli ormai celebri Aaron e Cloe, grazie ai quali è stato possibile portare a termine proprio questo ultimo sequestro da mezzo chilo, si aggiungeranno altri due cani-poliziotto. Che sono in arrivo. «La nostra unità cinofila sta dando risultati straordinari – ha detto Rimondi – per questo il Comune ha deciso di affiancare ai 2 cani già in attività, un’altra coppia che stiamo aspettando». Risultati invidiabili che sono soprattutto il frutto di controlli potenziati nelle aree dove lo spaccio ancora avviene. Nettamente migliorata la situazione al Grattacielo, non si può tuttavia abbassare la guardia.

Così Rimondi, aspettando fine anno per poter entrare nella nuova caserma, ha delineato anche il nuovo perimetro dei controlli: non più soltanto giardini del Grattacielo, ma d’ora in avanti strade prima “pulite” e purtroppo oggi ammorbate dal virus della droga: via 4 Novembre e Mura adiacenti, via del Lavoro, via Gavioli, via Ticchioni. Senza dimenticare viale Krasnodar, nel quartiere via Bologna, che nelle ultime settimane ha subito una notevole recrudescenza del fenomeno. È qui che attualmente si annida buona parte dei venditori di stupefacenti.

«Stiamo dando colpi tremendi alla mafia nigeriana che controlla lo spaccio – ha detto ancora il comandante Rimondi – ma certo la battaglia non è finita. Quello che vogliamo, secondo le indicazioni dell’Amministrazione Comunale, è eliminare l’occupazione del territorio da parte di questi trafficanti. Si sposteranno nuovamente? È possibile – ha risposto Rimondi – ma un passo alla volta faremo terra bruciata attorno a loro». La Polizia Locale deve svolgere servizi di appostamento e intervento in condizioni spesso avverse: i pacchetti con la “caccole”, le piccole dosi che i giovani spacciatori tengono nascoste nelle orecchie e nel naso, si possono rinvenire ovunque: nei tombini, sugli alberi, imbucati nei quadri delle utenze o nelle crepe dei muri. «Prima erano i tossicodipendenti ferraresi che andavano a Bologna a rifornirsi – ha aggiunto il comandante – ora le rotte si sono invertite: sono i bolognesi a raggiungere Ferrara». Gli spacciatori sono l’ultimo anello della catena: sopra di loro, gerarchicamente, ci stanno i “cavalli” (coloro che devono portare la droga) e, a un piano ancora superiore, i trafficanti. «Non abbiamo risolto tutti i problemi – dice schietto il comandante Rimondi – ma possiamo dire di aver contribuito in maniera consistente a migliorare la situazione, questo a vantaggio soprattutto di chi abita in quelle zone, cioè dei nostri cittadini». –

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