In 100 scrivono contro la Maestà Sofferente Peruffo (FI) la difende

Sono 100 gli esponenti del mondo della politica e della cultura cittadina che contestano la “Maestà sofferente” di Gaetano Pesce, installata davanti alla Fiera, voluta da Vittorio Sgarbi. «Il grosso problema è che la violenza di genere rappresentata attraverso la riduzione della donna a corpo inerme e non pensante - si legge nella petizione - Noi rifiutiamo quella visione perché è vecchia, superata, sterotipata, non tiene conto delle donne»; si arriva a suggerirne la collocazione «a fianco dell’installazione in onore della salama da sugo a Madonna Boschi», in quanto di solo valore estetico.

Arriva la replica di Paola Peruffo, presidente della commissione pari opportunità del Comune. «Se tra le critiche di chi si dichiara oltraggiato c’è la somiglianza della “Maestà Sofferente” a una poltrona, occorre qualche considerazione. Per i 50 anni della poltrona “Up” l’architetto-artista – dice Peruffo – ha pensato a questa scultura per denunciare gli abusi e le violenze che subiscono le donne per le varie forme di malvagità insite nell’uomo». —


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