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Ancora notti sotto zero, le gelate rovinano la stagione della frutta nel Ferrarese

Un inizio di primavera con temperature da inverno: la preoccupazione degli agricoltori per un’annata in salita 

Come un tempo, nei frutteti i fuochi contro le gelate

FERRARA. Continuano le notte rigide nelle campagne ferraresi che stanno mettendo a dura prova il raccolto soprattutto dei frutteti compromettendo la stagione soprattutto delle drupacee che sono ancora in fiore.

«Una primavera che sa d’inverno anche in questo 2021 - dichiara Coldiretti - : ennesima mattina con temperature sotto zero (anche -5 in alcune zone del ferrarese) e per non far mancare nulla anche la neve sabato che per diversi minuti ha fatto la sua comparsa. Purtroppo questo si tradurrà in danni per gli agricoltori con l’ennesimo anno di mancata produzione per albicocche e problemi per le bietole».

«Se da lato la scarsità di piogge preoccupa - dichiara ancora l’associazione - dall’altro nei prossimi giorni avremo il responso dei danni alle drupacee precoci a causa delle mattine gelide dell’ultima decina di giorni. Infatti il brusco abbassamento delle temperature anche di oltre dieci gradi con l’arrivo del gelo compromette la produzione di ciliegi, albicocchi, peschi e mandorli già fioriti e colpisce gli ortaggi coltivati come lattughe, carciofi, cavoli, verze, cicorie e broccoli. Disastrosi gli effetti sui campi del clima pazzo che – sottolinea la Coldiretti – azzera in pochi attimi l’intero lavoro di un anno con i fiori delle piante completamente bruciati dal gelo che compromette le produzioni di frutta in maniera irreversibile. Il colpo di coda inverno provoca uno shock termico alle coltivazioni dopo un mese di febbraio segnato da temperature superiori di 2,2 gradi la media del periodo, secondo l’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr, che hanno favorito il risveglio della vegetazione che è ora più sensibile al grande freddo».

« L’abbassamento della colonnina di mercurio per lungo tempo sotto lo zero – precisa la Coldiretti – provoca danni gravissimi con la perdita della futura produzione di frutta e verdura ma lo sbalzo termico ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra. Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti». —

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