Ferrara, botte e minacce all’ex moglie: ora ha l’obbligo di starle lontano

Le aveva anche stretto le mani al collo. Sanzionato  l’ennesimo marito violento che cercava di contrastare la nuova relazione della donna  

FERRARA. Nonostante fosse separato dalla moglie, ha continuato per diverso tempo a pedinarla, a minacciarla, a tenere nei suoi confronti atteggiamenti aggressivi, fino a picchiarla mandandola al pronto soccorso perché, lui, non approvava la nuova relazione della donna. L’ennesimo marito violento, che rischia se recidivo di avere guai seri con la giustizia, ora non può più avvicinarsi all’ex moglie, dopo che il questore di Ferrara ha emesso a suo carico un provvedimento di divieto di avvicinamento. Non solo: l’ex coniuge non potrà più comunicare, con nessun mezzo, con la moglie. È stata proprio la donna a raccontare che l’uomo l’aveva picchiata perché non vedeva di buon occhio la sua relazione con un altro uomo. Discussioni, minacce e litigi si susseguivano nei momenti di consegna dei figli, fino a sfociare ai primi di gennaio con una testata in fronte che ha causato alla donna una prognosi di dieci giorni. Nello scorso febbraio l’ex moglie riferiva ancora agli inquirenti di essere stata vittima di un’altra aggressione da parte dell’uomo che le aveva in quella circostanza preso il cellulare mettendole le mani al collo. Solo grazie all’intervento della vicina di casa sono state allertate le forze dell’ordine che hanno impedito che la situazione degenerasse.

IL PERCORSO


L’uomo è stato invitato dal questore a recarsi presso il Cam, Centro Uomini Maltrattanti, con cui la stessa Questura, la quarta in Italia, ha sottoscritto il Protocollo Zeus che prevede la frequenza di un percorso di “riabilitazione” per gli autori di tali condotte al fine di interrompere una rischiosa escalation.

Lo stesso questore Cesare Capocasa ha ricordato che l’utilizzo dell’applicazione “Youpol” facilmente scaricabile da internet sul proprio smartphone, realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, viene estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche. L’app youpol è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi e immagini agli operatori della Polizia di Stato; le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. È inoltre possibile dall’app chiamare direttamente la sala operativa 113 della Questura. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa – può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video. –

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