Ferrara, così il Covid la terza ondata sfida la zona rossa. Per contagi e ricoveri un’altra settimana nera

I bollettini emessi fra il 15 e il 21 marzo fanno segnare nuovi picchi. Si ferma la discesa dei decessi, incertezza sulle riaperture di aprile

FERRARA. Nuovi picchiper contagi e ricoveri che toccano i numeri più alti dell’anno di pandemia. La terza ondata, nel Ferrarese, mostra un’accelerata nell’ultima settimana di febbraio e un’ulteriore impennata che ha marcato le prime tre settimane di marzo. Mentre in regione si inizia a intravedere qualche segnale di discesa delle curve dell’infezione (alcune province sono entrate in zona rossa o arancione scuro prima di Ferrara), tra Bondeno, Argenta e Goro si è chiusa un’altra settimana “nera”. A confermarlo sono i dati estratti dai bollettini sanitari compilati quotidianamente dal Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl e vistati dalla Regione.

Archiviata la prima settimana di zona rossa, in provincia il bilancio sul fronte di contagi e ricoveri sembra scontare ancora gli effetti delle tre settimane di restrizioni allentate in zona gialla a febbraio, poi “corretta” in zona arancione nelle tre settimane successive.


Il passaggio al “rosso”, scattato dal 15 marzo, ha solo certificato una spinta che ha fatto salire i contagi in provincia dai 481 della settimana compresa fra il 15 e il 21 febbraio agli 817 del periodo 22-28 febbraio, ai 1.044 dell’1-7 marzo, ai 1.101 dell’8-14 marzo e ai 1.192 del 15-21 marzo (incidenza in crescita di 355 positivi per 100mila abitanti). Una progressione indiscutibile anche per i ricoveri.

OSPEDALI IN DIFFICOLTA'

Come evidenziato anche dai dei bollettini locali, le zone colorate più vicine al rosso determinano un miglioramento solo provvisorio del quadro della pandemia che registra un visibile peggioramento durante le fasi contrassegnate da vincoli meno incisivi (zona gialla o arancione). La ricaduta si nota dapprima sui contagi e sui ricoveri, poi sui decessi. Ed è in sintesi la fotografia che emerge dall’esame dei dati dei bollettini (già deciso l’aumento dei posti letto negli ospedali). A fianco dell’impetuosa salita dei positivi, con l’apice dell’ultimo anno segnato la settimana scorsa, c’è il dato in crescita del numero di persone entrate nei reparti Covid del Sant’Anna. Come è avvenuto per i contagi, al dato più contenuto della settimana 15-21 febbraio (43), seguono nelle tre settimane successive 72, 62 e 71 ingressi e poi il dato record della settimana scorsa: 101. Le cifre di questi giorni, quindi, saranno importanti per capire se la parabola disegnata dalla terza ondata è più stretta o più piatta, mentre si avvicina la settimana di Pasqua che tradizionalmente apre la prospettiva dell’estate sul litorale e rappresenta comunque una garanzia per i bilanci delle aziende, in particolare quelle commerciali. Quest’anno la Pasqua sarà comunque regolamentata, ma dai numeri, sia locali che regionali della pandemia, dipenderà un possibile allentamento dei vincoli. Una delle condizioni sarà un miglioramento del quadro in Emilia Romagna.

LA FRENATA DEI DECESSI

Più sfumato il dato sui lutti che nella seconda ondata hanno registrato due picchi settimanali, a inizio dicembre e nella prima quindicina di gennaio. Il numero dei decessi imputati al Covid si è progressivamente abbassato, ma dalla fine di febbraio si è stabilizzato e i 9 morti riportati dal bollettino di ieri potrebbero essere la spia di una possibile risalita che in genere segue quella dei contagi e dei ricoveri. A primavera iniziata, quindi, la prospettiva di una riapertura generalizzata delle attività sembra legata a doppio filo alla velocità della campagna vaccinale (ancora rallentata rispetto alle potenzialità delle strutture messe in campo) e all’arrivo del caldo che nel 2020 frenò la prima ondata di pandemia. —

Gi.Ca.

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