Ferrara, centro vaccinale al polo chimico: dosi ai lavoratori e alle loro famiglie

Patto per la prevenzione tra Ifm, Asl e Comune di Ferrara. Obiettivo: 6mila somministrazioni in una ventina di giorni

FERRARA. Il Petrolchimico si aggiungerà agli altri centri vaccinali già attivi a Ferrara e provincia, mettendo a disposizione spazi e risorse per immunizzare i propri dipendenti e i loro familiari.

Lavoratori e familiari


Il risultato è il frutto di un accordo tra Ifm, Asl e Comune di Ferrara, che già si era tradotto nella possibilità di eseguire al Polo chimico un’attività di screening tramite tamponi antigenici rapidi e che ora si rafforza con l’obiettivo di vaccinare la consistente “comunità” del petrolchimico: circa 1.600 dipendenti Ifm, più altri 700 che lavorano nell’indotto, «ma in certi periodi dell’anno, durante le fermate degli impianti - ha fatto presente l’amministratore delegato di Ifm, Paolo Schiavina - le presenze aumentano anche di mille, millecinquecento persone al giorno, provenienti da tutta Italia e dall’Europa». È dunque ai lavoratori del Polo chimico e ai loro familiari che è dedicato questo importante “segmento” della campagna vaccinale e che sarà gestito e organizzato nell’ambito del piano dell’azienda sanitaria, ha sottolineato la Dg Asl Monica Calamai.

Strumenti e risorse

I tempi per la partenza saranno scanditi sulla base della disponibilità dei vaccini - con l’obiettivo di effettuare fino a seimila somministrazioni nell’arco di una ventina giorni - ma le premesse concrete ci sono tutte: Ifm ha acquistato un frigo Ult (arrivato il 5 febbraio) con capacità di conservazione a meno 80 gradi, e che può contenere centinaia di confezioni da 1.170 dosi ciascuno; nella sala congressi di Ifm c’è spazio per due postazioni vaccinali e nella sala accanto, da cinquanta posti, si può ricavare l’ambiente per l’osservazione post-vaccino.

All’interno del Polo chimico c’è poi un presidio sanitario del 118, con un’ambulanza, e un distaccamento di vigili del fuoco che conta 34 operatori certificati anche come soccorritori. Elementi tutt’altro che secondari per un punto di vaccinazione. Del resto, la “triangolazione” tra Ifm, Asl e Comune viene da lontano, già durante le fasi precedenti della pandemia, ha ricordato l’assessore comunale Cristina Coletti, intervenuta in rappresentanza del sindaco: «La convenzione è un’iniziativa di grande importanza, l’amministrazione farà tutto il possibile per essere di supporto».

Un primo step ha dunque interessato l’attività di screening al Petrolchimico, arrivata in questi giorni al traguardo dei 1.600 tamponi rapidi e che prosegue per due giorni alla settimana alla mattina (8-12) o al pomeriggio (13-17). A questo si aggiungono strategie di contenimento del virus che sono state in grado di “blindare” la piccola città del polo chimico: «Non abbiamo mai registrato un caso di positività», rivendica Schiavina, ricordando inoltre sia l’opera di sanificazione degli ambienti con strumenti innovativi, sia l’applicazione “antesignana” del distanziamento di due metri, sia i “lettori” che intercettano un contatto ravvicinato con un soggetto positivo. Dietro queste misure, c’è una collaborazione tra tutte le attività e i sindacati, «perché vorremmo far capire che il Petrolchimico è il posto più sicuro dove andare a lavorare. Basti pensare che, solo per quel che riguarda la logistica, nel corso del 2020 qui sono transitati 32mila camion con autista, di cui la metà dall’estero, ma nessuno qui ha contratto il Covid».

Le vaccinazioni

L’intesa a tre si è poi rafforzata con l’inizio della campagna vaccinale: «L’ingegner Schiavina aveva proposto l’acquisto di un frigo Ult in grado di conservare a meno 80 gradi il vaccino Pfizer che, proprio per le sue caratteristiche, è appannaggio dell’Asl, e che poteva essere messo a disposizione come seconda area di stoccaggio alla Cittadella San Rocco», spiega Calamai. La proposta si è poi ampliata fino a ragionare sull’apertura di un vero e proprio centro vaccinale in piazzale Donegani destinato a tutti i lavoratori del Polo chimico e alle loro famiglie, sotto il controllo dell’azienda sanitaria, e con la messa a disposizione da parte di Ifm della segreteria, del sistema informatico e dei propri medici.

Ora la campagna vaccinale Asl, dopo il personale sanitario, gli ospiti e operatori delle Cra e gli over 80 sta coinvolgendo gli estremamente vulnerabili e la fascia 75-79 anni, «ma se si potrà contare su una maggiore disponibilità di scorte di vaccino - ha detto la direttrice generale Asl - potremo rivolgere l’attenzione anche sulle attività produttive, con più punti di vaccinazione in parallelo». —

Alessandra Mura

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