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Corsa in avanti dei contagi nel Ferrarese e metà dei positivi ha la variante

Incidenza settimanale: a Cento il record, Jolanda di Savoia e Ostellato da "zona bianca". Aumentano i focolai familiari, con la chiusura netto calo tra la comunità scolastica

FERRARA. La lotta al virus è nelle nostre mani, nei nostri comportamenti. Il picco di 275 positivi riscontrato il 24 marzo (e indicato nel bollettino del giorno successivo) «va inquadrato nell’andamento complessivo della settimana, che già oggi è rientrato nella media con 166 casi - ragiona il dottor Giuseppe Cosenza, direttore del Dipartimento di salute pubblica dell’Asl - ma al tempo stesso l’impennata è indicativa di un allentamento delle cautele che più spesso caratterizza le giornate del weekend. Riscontriamo ad esempio un aumento dei contagi tra familiari, dovuti anche a pranzi domenicali tra parenti con troppe persone a tavola, che in questo periodo bisogna evitare».

La variante inglese, continua Cosenza, si è fatta strada nel nostro territorio «e ormai un positivo su due ha contratto il virus mutato. La variante è molto contagiosa, velocissima, e impone un rafforzamento delle misure di prevenzione, raddoppiando il distanziamento minimo a due metri e seguendo con il massimo scrupolo tutte le norme igieniche. Basta un attimo di distrazione, come dimenticare di pulirsi le mani, per lasciare un varco all’infezione».

Guardia alta, sottolinea poi il dirigente Asl, nei confronti di un falso senso di immunità che può infondere la stessa campagna vaccinale: «Gli immunizzati con la doppia dose sono protetti dal Covid, ma possono continuare a trasmetterlo a chi non è vaccinato».

Il Ferrarese, dice ancora Cosenza, sta anche probabilmente scontando il fatto di essere entrato in zona rossa dopo altre province emiliano-romagnole, come Bologna e Modena che sono tuttora molto colpite dal virus. E gli effetti si vedono in quei territori comunali di confine «dove c’è un notevole scambio e passaggio di persone provenienti da Comuni bolognesi come San Pietro in Casale e Castello d’Argile. E questo pur con l’opportuna decisione del sindaco di anticipare la chiusura delle scuole».

Guardando i dati riportati in tabella sull’incidenza settimanale dei positivi ogni 100mila abitanti, emergono differenze macroscopiche tra di vari territori comunali. La media di tutto il Ferrarese, 324,10, è ben sopra la soglia dei 250 casi settimanali indicata dal Comitato tecnico scientifico per istituire la zona rossa. Ma tra i 600 di Cento (con 213 contagi in sette giorni) e i 36 di Jolanda di Savoia (1 solo positivo) c’è un abisso. Alta l’incidenza (532,34) pure a Terre del Reno, altra zona di confine, così come ad Argenta (420,15), mentre nel Basso Ferrarese spicca il dato di Lagosanto (479,37). I Comuni sotto lo “sbarramento” dei 250 casi sono invece Bondeno, Fiscaglia, Goro, appunto Jolanda, Masi Torello, Mesola, Ostellato e Poggio Renatico.

La dolorosa chiusura “allargata” delle scuole disposta a metà marzo, dicono ancora i dati, ha portato a un netto calo di persone positive tra la comunità scolastica: il 18 marzo i contagiati erano 144, tra studenti, professori e collaboratori, il 25 marzo erano già calati a 98.

«Da tecnico e igienista - conclude Cosenza - ricordo che in ogni pandemia mai avvenuta nella storia lo strumenti di difesa di base è stato l’isolamento. Contro il coronavirus è arrivato ora il fondamentale apporto dei vaccini, ma la strada è ancora lunga e dobbiamo evitare che la pressione sugli ospedali diventi insostenibile. Per questo serve un ulteriore sforzo di responsabilità da parte di tutti».


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