Arrestati con l’hashish spedito dalla Spagna

Fra i tre giovani che attendevano il pacco da mezzo chilo nel centro di Ferrara anche il figlio dell’avvocato Fabio Anselmo

Un pacco spedito dalla Spagna con un corriere internazionale e una destinazione italiana: il centro storico di Ferrara. Nell’era del boom del commercio via internet la droga può percorrere migliaia di chilometri condividendo lo spazio di una cabina su quattro ruote con gli oggetti più ambiti della tecnologia, della moda, dell’arte, persino con i regali di Pasqua. E ad accogliere il sostanzioso pacchetto può non esserci lo spacciatore armato, dalla carriera criminale rodata, ma tre giovani incensurati e senza problemi economici: familiari, più probabilmente, quelli sì.

Il blitz in centro


Una soffiata e l’ultima fornitura è finita direttamente nelle mani dei carabinieri di Ferrara. Hanno atteso il furgone per la consegna, hanno notato i tre giovani mentre aspettavano la merce e sono scattate le manette per Alessandro Mantovani, 22 anni, operaio di Ferrara, Vincenzo Anselmo, 22 anni, studente ferrarese e figlio di Fabio, l’avvocato dei casi Aldrovandi e Cucchi, e Kevin Ulbani, 21 anni, studente ferrarese. I tre sono difesi dagli avvocati Gentile, Remondi e Bova. La segnalazione ricevuta dall’Arma indicava un pacco sospetto in arrivo mercoledì scorso, giacente nel deposito Fedex (società di spedizioni) proveniente dalla Spagna. Il recapito era atteso nella zona del ghetto. Acquisiti dall’azienda gli estremi del destinatario, il luogo, la data e l’ora della consegna, i militari si sono appostati nel luogo dell’appuntamento e hanno atteso il ritiro. Di cui erano sicuri, non si aspettavano invece la presenza di tre persone anziché una. Uno dei tre, secondo i carabinieri, faceva il palo, gli altri due hanno raggiunto l’autista e hanno preso in consegna il pacco firmando per ricevuta.

Nella documentazione richiesta al dipendente della società di recapito erano segnati anche due numeri di cellulare da contattare per la consegna, oltre ai dati del destinatario, Mantovani. Tutto quello che serviva per far scattare le manette. Durante l’ispezione dei carabinieri l’odore dolciastro di cioccolata e biscotti, a far da cornice al contenuto del pacco, si è mescolato con quello dell’hashish, 551 grammi, suddivisi in panetti e ovuli. In questi casi all’arresto segue la perquisizione domiciliare. Nelle case dei tre fermati sono stati trovati bilancini di precisione, funghi allucinogeni e contenitori in vetro utilizzati per lo stoccaggio della sostanza, oltre a uno o due pacchi vuoti (su questo punto le ricostruzioni risultano discordanti) simili a quello intercettato che sarebbero stati spediti a febbraio o a gennaio (un altro punto sul quale i dati acquisiti non collimano). Dalla documentazione esaminata dai carabinieri è emersa un’altra fornitura, non ancora ritirata e giacente nel centro di smistamento Fedex di Bologna, in attesa di consegna a breve. Il sequestro, ad opera degli investigatori del Nucleo Operativo di Ferrara, è stato compiuto l’altro ieri con decreto emesso dalla procura della Repubblica di Ferrara. L’inchiesta è attualmente coordinata dal pm Ciro Alberto Savino. L’attività di polizia giudiziaria, aggiungono i carabinieri, ha consentito di sequestrare altri 5 panetti di hashish del peso di 494 grammi, destinati a Mantovani.

L’arresto è stato convalidato ieri mattina dal giudice Carlo Negri, i domiciliari sono stati revocati: per i tre obbligo di firma giornaliero in un comando dei carabinieri. L’udienza per direttissima è stata rinviata per lasciare tempo agli investigatori di eseguire gli accertamenti del caso sul traffico di pacchi con lo stesso contenuto partiti dalla Spagna per il centro di Ferrara.

Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA