L’incendio alla Niagara di Poggio Renatico partito da una macchina che perdeva dell’olio

Forze dell’ordine e vigili del fuoco escludono il dolo. Le fiamme domate dopo ore, nessuna persona è rimasta ferita o intossicata

Poggio Renatico, pauroso incendio alla Niagara

POGGIO RENATICO. Sono usciti nel cortile della fabbrica dove lavorano e si sono accorti che la luce della notte era davvero molto strana. Così hanno alzato lo sguardo ed hanno visto fiamme altissime alzarsi da uno dei capannoni. I due operai sono scappati, terrorizzati e intanto hanno dato l’allarme. È iniziata così la lunga notte di paura, angoscia e lavoro a Bancareno, località alle porte di Poggio Renatico dove si è insediata una delle ditte più grosse di smaltimento di rifiuti industriali liquidi: la Niagara. Il rogo dovrebbe essere stato causato dal malfunzionamento di un macchinario che ha iniziato a perdere olio e l’incendio, enorme, è rimasto per fortuna circoscritto grazie al lavoro dei vigili del fuoco. È escluso il dolo.

I fatti

La Niagara si occupa dello smaltimento delle acque reflue. In pratica nello stabilimento vengono portati i rifiuti liquidi delle industrie che vengono sistemati in grossi silos. Attraverso un procedimento molto complesso, l’acqua viene divisa dagli oli che vengono poi smaltiti. A prendere fuoco è stato proprio uno di questi giganteschi contenitori, fatto prevalentemente di vetroresina e naturalmente è andato bruciato anche il suo contenuto. Da specificare, come hanno sottolineato dall’azienda, che non si tratta di rifiuti tossici.

Le fiamme

Alle 22.30 l’incendio era così grosso che le fiamme e il densissimo fumo nero, illuminato dal fuoco stesso, si potevano vedere dall’Uccellino a Ferrara.

I residenti a Poggio Renatico si sono chiusi nelle case mentre tra coloro che abitano più vicino all’impianto c’è chi ha deciso di prendere la macchina e allontanarsi, andando verso Gallo o verso la città preoccupati di quello che avrebbero potuto respirare e soprattutto del fatto che l’intera azienda potesse esplodere. Per tre ore, lunghe, provanti e difficili, i vigili del fuoco hanno cercato di domare le fiamme.

La nottata

Gli operai in turno di notte (la Niagara lavora 24 ore su 24) sono fuggiti in strada mentre sul posto è arrivato subito, col cuore in gola, il sindaco di Poggio Renatico Daniele Garuti e naturalmente i titolari della fabbrica e i tecnici di Arpa per i primi rilievi. Presenti fin da subito i carabinieri che si sono preoccupati in primo luogo dei cittadini. A mezzanotte il primo sospiro di sollievo, con i pompieri che sono riusciti a circoscrivere le fiamme e il fuoco che, pian piano, ha iniziato a calmarsi ma non a spegnersi.

Ci sono volute altre tre ore perché fosse dichiarato il cessato il pericolo, anche se la squadre sono andate avanti fino all’alba, aspettando la luce del giorno per tutti i rilievi del caso.

Gli autisti dei camion arrivati per lo smaltimento hanno dormito sui mezzi aspettando indicazioni su come muoversi e si sono presentati anche tutti gli operai, rimasti a lungo sul cancello con le mani sulla testa e le lacrime agli occhi. L’attività negli uffici è andata avanti regolarmente ma per il resto la ditta dovrà restare chiusa: i danni sono ingenti e per il momento non è possibile lavorare. I rilievi da parte dei tecnici e dei vigili del fuco andranno avanti ancora per qualche giorno. —

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