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Malborghetto, casa devastata dopo il rogo e fra due settimane un altro figlio

L’incendio l’altra sera ha fatto danni ingenti: «Impossibile fermarlo, così dal terrazzo ho chiamato il 112»

Malborghetto, casa inagibile dopo il rogo: molto è andato distrutto

MALBORGHETTO. Prima la paura, poi la desolazione e lo scoramento. L’incendio scoppiato l’altra sera in un’abitazione di Malborghetto di Boara, appena fuori dall’abitato di Pontegradella, nel primo agglomerato di case in via Pasetta ai civici 7 e 7a, ha fatto danni materiali e morali: per fortuna non fisici, anzi, non per fortuna, ma per il tempestivo arrivo dei soccorsi, vigili del fuoco in testa, arrivati con quattro squadre.

IL ROGO

Era passata l’ora di cena, sabato, quando il rogo è partito dal garage dell’abitazione, una bifamiliare di testa divisa in due appartamenti, andando quindi a intaccare anche il piano superiore. Agevole la fuga per la coppia che abita a piano terra, mentre la famiglia che sta al piano superiore, una coppia con una bambina e la mamma che è nuovamente in dolce attesa, nonché il loro cane, è rimasta intrappolata.

«Ho provato tre o quattro volte a vedere se c’era un varco per uscire o il modo di contenere l’incendio - spiega, il giorno dopo, Francesco Biancofiore - ma il fumo denso e acre era impenetrabile, così siamo andati tutti sul balcone e ho chiamato il 112».

Carabinieri che a loro volta hanno allertato i vigili del fuoco, arrivati in forze, sia per spegnere l’incendio, sia per mettere in salvo la i due giovani e la loro bimba di appena 4 anni. Alla fine tutti all’ospedale Sant’Anna per controlli: «Ma solo a me - riprende Biancofiore - hanno trovato un po’ di monossido nel sangue, niente di grave».

Parrebbe che a tradire Francesco sia stata la sua passione per le Lambrette: «L’incendio dovrebbe essere partito dal garage. Sì, c’era un robottino per le pulizie in carica, ma non credo sia stato quello, più probabile una batteria, anche quella in carica: forse è andata in corto circuito e lì vicino c’erano i bidoni dell’indifferenziata e su plastica e carta il fuoco avrà attecchito facilmente...».

Biancofiore la mattina dopo è lì che guarda da fuori la sua casa e cerca di stimare i danni: «Nella nostra camera da letto e in quella della bambina i mobili sono ancora in piedi, tutto il resto è carbonizzato. Dal punto di vista strutturale, i vigili del fuoco hanno detto che nel garage si vedono il solaio e le putrelle, ma anche i ferri del cemento armato che si sono inarcati e dilatati: probabilmente il danno è lì e adesso ci sarà da vedere con l’assicurazione, perché abbiamo il mutuo e quindi l’assicurazione è obbligatoria, cosa si farà».

Incendio a Malborghetto: due appartamenti inagibili

Per ora, intanto, il nucleo familiare si è trasferito dalla suocera a Ferrara: «I vigili del fuoco sono stati molto gentili, ci hanno fatti entrare per recuperare le cose di prima necessità, perché siamo usciti che eravamo in pigiama e scalzi», conclude Francesco.

SOLIDARIETÀ

Certo che chi non ha mai avuto a che fare con un incendio, non si può rendere conto fino in fondo dei danni che fa. Anche quello che rimane in piedi è talmente intriso di fuliggine e puzza di bruciato, specie se a bruciare è stata plastica, che hai voglia a lavare e pulire... Ieri mattina, davanti a quella casa dagli interni anneriti il giovane Francesco ha iniziato a prenderne coscienza, con lo sgomento di chi, fra sole due settimane, diventerà papà per la seconda volta.

Su Facebook, però, è già partita la gara di solidarietà. Esattamente nel gruppo Le mamme di Ferrara, che conta quasi cinquemila membri: «Hanno perso tutto - scrive Laura Zanellati - se qualcuno può donargli vestiti per una bambina di 4 anni, scarpe numero 28 e delle cose che non usa più per neonato può contattare Laura Ticchiati al numero 3207686882». —

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