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Naomo diffamato, accuse per tre giovani: «È un delinquente e pluripregiudicato»

Chiuse le indagini per commenti  e offese su Facebook a Lodi. Il procuratore Garau ravvisa il reato per le parole usate  “cesso” e “bulletto di quartiere”

FERRARA. Il legale, Carlo Bergamasco, lo ripete da tempo per conto del vicesindaco Naomo Nicola Lodi: «Abbiamo deciso di non tollerare più nessun commento offensivo o diffamatorio sui social». E così, ecco la raffica di denunce, alla procura: una delle tante, arrivata a conclusione, assieme a quella che ha innescato l’esposto di Anna Ferraresi (vedi articoli in alto), riguarda tre giovani ferraresi accusati di diffamazione aggravata verso il vicesindaco Lodi.

La firma sull’atto di chiusura indagini è del procuratore capo Andrea Garau che ha valutato come offensivi i commenti dei tre ragazzi nei post su Facebook innescati da una petizione a favore del quotidiano online Estense.com. Petizione che invitava a fare una donazione, inserendo anche il link su come farla, aggiungendo però che questa operazione di solidarietà verso un organo di informazione(un crowdfunding, come accade per tanti giornali in tutto il mondo) era voluta «per far capire a questo delinquente (riferito a Naomo Lodi, ndr) che non stiamo dalla parte dei più furbi, ma di chi ha il coraggio di raccontare ogni giorno al verità, per quanto spesso allucinante», come recita il capo di imputazione. Con una postilla, spiega l’atto, poiché nei giorni successivi «la parola “delinquente” era stata modificata con quella di “pluripregiudicato”», per via delle condanne in giudicato, per reati bagatellari, di Nicola Lodi nei decenni scorsi prima di diventare amministratore pubblico. Offese e diffamazioni per cui, sempre dall’atto, uno dei tre ragazzi è accusato per aver commentato su Lodi: «Che cesso di cristiano!».

Il terzo indagato, infine per aver auspicato a Lodi che «arriverà il giorno che tutta la merda che sputa gli andrà di traverso, che piccolo bulletto di quartiere». Uno dei legali interpellati, Marco Tarek Tailamun, anticipava ieri, a nome del suo assistito che «abbiamo intenzione di farci ascoltare in procura per chiarire la nostra posizione», mentre il legale che assiste Lodi, parte offesa, si costituirà parte civile per ribadire l’assoluta intransigenza su commenti e offese sui social.—

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