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Ferrara, esposto contro Lodi per intimidazioni. Il vicesindaco: falso sono stato offeso

Ferraresi accusa: lettera mail di Naomo al presidente della Coop. Chiedeva di allontanare il sanitario che gli aveva detto che era un idiota

FERRARA. È solo l’ultima puntata di una “Naomo story” infinita che vede vicende personali e politiche legate al vicesindaco Nicola Naomo Lodi sconfinare in questioni giudiziarie. Ad accusare Naomo Nicola Lodi, ancora una volta come in passato, la consigliera Gruppo Misto, Anna Ferraresi che ieri mattina ha presentato un esposto in procura in merito ad un presunta intimidazione-ricatto al presidente della Coop Cidas da parte del vicesindaco Lodi: nell’esposto alla procura la Ferraresi ricorda – citando la stampa locale – che Lodi «avrebbe inviato una lettera alla Cidas per far sì che questa allontanasse dal posto di lavoro (l’ospedale di Cona) un lavoratore per aver mosso critiche appunto a Lodi stesso».

PICCOLO E IDIOTA


Più che critiche, per la procura, sono offese diffamatorie poiché il lavoratore in questione è ora indagato e verso il processo per diffamazione aggravata al vicesindaco, dopo la denuncia di Lodi e la chiusura indagini decisa dai magistrati. Nell’esposto, la Ferraresi, assistita dall’avvocato Fabio Anselmo, si limita a fare un copia e incolla dell’articolo di Estense. com, cita la lettera-mail “intimidatoria” di Lodi al presidente Cidas, Daniele Bertarelli (ritenuta tale nell’esposto in cui si avanza l’ipotesi di reato di tentata concussione o induzione indebita), ma omette di allegare la stessa risposta che Bertarelli dà al vice sindaco, in cui il presidente Cidas (presunto ricattato) si dice «sinceramente rammaricato dell’accaduto (del suo dipendente, ndr)», ammette di aver già «attivato procedure disciplinari» contro il lavoratore, «la volta scorsa e altrettanto faremo questa volta» e che «sono certo che episodi che nulla hanno a che vedere con la coop Cidas non influiranno sui buoni rapporti in essere» tra Comune e Cidas.

FIORI E IDIOTA

L’episodio risale ad un anno fa: Lodi nella sua veste istituzionale di vicesindaco, in piena pandemia, – la lettera è di allora ma esce fuori solo oggi – partecipa ad un evento di solidarietà verso i sanitari di Cona, impegnati in prima linea contro il Covid, donando fiori e altro: attorno a lui, per la foto ricordo, quel giorno, tanti sanitari e tra questi il dipendente Cidas che sbotta «una foto con quell’idiota lì io non la faccio», ribadendolo anche sul suo profilo Facebook e tanto altro. Da qui la lettera di Naomo a Bertarelli: «Vi chiedo di valutare immediatamente in fase cautelare per lui un ruolo diverso al di fuori della struttura ospedaliera», aggiungendo che «tutto ciò è necessario per mantenere sereni rapporti collaborativi con la vostra cooperativa e che vogliamo non vengano meno per colpa di una persona di questo genere». Questo il passaggio ritenuto “intimidatorio”, che ha acceso ieri anche il consiglio comunale (vedi qui fianco).

COMMISSARIAMENTO

La stessa Ferraresi, nel suo esposto, va oltre ricordando di «averne formalizzati numerosi altri (contro Naomo, ndr) al Ministro dell’Interno», ricordando che «arriviamo al punto che questo potere viene esercitato per intimidire o condizionare il libero esercizio dell’attività economica di aziende che hanno rapporti con la Pubblica amministrazione». E in crescendo, la Ferraresi si chiede «cosa aspetti l’Autorità giudiziaria e il Ministero dell’Interno ad intervenire, anche commissariando il Comune, visti i metodi che in più occasioni ed in modo reiterato vengono denunciati». Risponde senza indugi l’avvocato di Lodi, Carlo Bergamasco, evidenziando che «le notizie non corrispondono al vero», per «incompletezza, strumentalità e distorsione dei contenuti della notizia riportata». Sottolinea il legale che il lavoratore non è «“cittadino che critica”, bensì un cittadino che insulta e diffama».

La lettera-mail di Naomo a Bertarelli? «È da considerarsi vero e proprio esposto disciplinare», «non contiene alcuna prospettazione, a nessun titolo, di conseguenze negative sul rapporto tra il Comune e la Cooperativa», ma è un auspicio che «l’invocata azione disciplinare possa contribuire a mantenere la serenità di un rapporto» e infine che «il rapporto tra Comune e Cidas consegue a precisi atti amministrativi (bandi, gare, aggiudicazioni, determine etc.) sui quali il vicesindaco Lodi non ha e non reclama alcun potere».

RETTIFICA E ALTRO

Infine, la notizia su cui si basa l’esposto della Ferraresi richiede, spiega il legale, «una doverosa rettifica» con «ovvia riserva di azione giudiziaria per tutelare il vicesindaco di fronte all’ennesima strumentalizzazione, unicamente con l’intento di lederne l’immagine».

Ultimo atto della Naomo story? Niente affatto. Ora la procura è obbligata, come atto dovuto, ad aprire un fascicolo e valutare l’esposto. Che, come anticipato ieri, la Ferraresi e lo studio legale Anselmo vogliono integrare oggi col deposito di una registrazione audio, tra il presidente Bertarelli e il dipendente, a riprova della denunciata intimidazione. –

Daniele Predieri

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