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Gaibanella, le famiglie in rivolta: «I numeri ci sono, salvate la prima»

Per tutte le elementari calo stimato di 163 unità. Kusiak: siamo con i genitori. Talmelli (Pd): ripensare la rete scolastica

GAIBANELLA. Non sono disposti ad arrendersi i genitori degli undici bimbi iscritti alla prima elementare di Gaibanella e “dirottati” ora a San Bartolomeo in vista della cancellazione della classe.

Il basso numero di alunni non è una motivazione sufficiente visto che l’anno scorso erano state mantenute le prime di Francolino e Malborghetto «che a settembre hanno potuto iniziare l'anno con due classi da 7 e 12 alunni», scrivono in una lettera aperta al sindaco e all’assessore Dorota Kusiak, ricordando agli amministratori le parole spese per garantire le scuole primarie in ogni territorio e frazione. Prima di Gaibanella, si erano “arrese” Villanova (zero iscritti) e Malborghetto (tre iscritti), mentre la Manzoni aveva dovuto rinunciare a una delle due sezioni di prima. Ma i numeri di Gaibanella facevano ben sperare: pur fissando il limite minimo di 15 alunni per formare una prima, già in passato c’erano stati margini di discrezionalità, a cui si sono aggiunte ora le disposizioni anticovid con la necessità di lavorare con classi meno numerose.


Ecco perché la notizia della soppressione della classe con il trasferimento degli alunni a San Bartolomeo (che attualmente conta 14 iscritti) ha lasciato i genitori delusi e sorpresi. «Significherebbe un grandissimo disagio per molte famiglie che hanno scelto questa scuola per far crescere i propri figli nel proprio territorio, e andrebbe a incidere negativamente sulla qualità della vita». Ci sono famiglie che hanno già un figlio iscritto a Gaibanella, e che dovranno ora peregrinare tra le due sedi per accompagnare i bimbi a scuola, un compito che spesso spetta ai nonni. E in tempi di Covid, aggiungono, accorpare le classi appare un controsenso. «Vogliamo credere che l’unico criterio non sia quello del risparmio e che tutti si daranno da fare per evitare la desertificazione e la disgregazione delle frazioni, soprattutto in un periodo difficile come questo».

IL CALO

Da parte sua l’assessore Kusiak interviene per confermare l’impegno dell’amministrazione nelle frazioni: «Siamo accanto alle famiglie e al dirigente scolastico, che aveva fatto richiesta di poter attivare la prima. Ma in queste decisioni sono coinvolte anche altre istituzioni, come l’Ufficio scolastico che assegna gli organici, e la richiesta non è stata accolta. Abbiamo già preso contatto con la dirigenza e i genitori e chiederemo un incontro con l’Ufficio scolastico per cercare di mantenere la prima a Gaibanella. Anche perché bisogna valutare se San Bartolomeo ha la capienza sufficiente per accogliere altri 11 bimbi; e l’altra scuola più vicina, San Martino, è già piena con 24 iscrizioni. Per incentivare le famiglie a iscrivere i figli nei plessi delle frazioni, avevamo disposto agevolazioni nel trasporto, e ci siamo anche impegnati a valorizzare l’edilizia scolastica, con interventi proprio a Gaibanella e Malborghetto».

I numeri fotografano il declino demografico che si ripercuote sulle scuole: quest’anno gli iscritti alle elementari degli otto istituti comunali sono 4.176, la previsione per il prossimo anno è di 4.013, con una perdita di 163 alunni. Per le sole classi prime si stima di passare dai 772 attuali ai 713 del prossimo anno, con un calo di 59 unità. Non va meglio per le tre scuole parificate S.Antonio, S. Vincenzo e Smiling, con un decremento generale da 430 a 413 iscritti e un calo di dieci alunni per le sole prime, che passerebbero da 87 a 77 .

«Il problema non è solo di Gaibanella, ma di tutto l’istituto comprensivo 7, dove i numeri sono comunque risicati e, in generale, di tutto il territorio - commenta il segretario comunale del Pd Alessandro Talmelli - Nel caso specifico di Gaibanella, trovo che sia un errore sopprimere una prima classe con 11 bimbi senza prima attendere l’andamento delle iscrizioni alla materna privata, che potrebbero contribuire in seguito a sostenere le elementari». Anche perché, prosegue, tra pochi anni l’onda investirà le medie. «Si tratta di problemi annosi, che andrebbero affrontati con un dimensionamento e una profonda riorganizzazione della rete scolastica. Un tema che coinvolge la sopravvivenza delle frazioni, sempre più impoverite dalla perdita di servizi essenziali». —

Alessandra Mura

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