Sanitari no vax, scatta la corsa al vaccino

Aumenta l’afflusso del personale a rischio sospensione. Entro il 6 aprile la Regione chiede gli elenchi degli operatori

Il decreto legge che istituisce l’obbligo vaccinale anti-Covid per il personale sanitario (decreto n. 44 dell’1 aprile scorso) ha generato fin da subito un’ondata di vaccinazioni tra i destinatari delle misure che finora non hanno prenotato l’appuntamento. Lo conferma l’Asl mentre la Regione Emilia Romagna ha già iniziato a declinare gli effetti del provvedimento, con un ruolino di marcia a scadenze ravvicinate: entro il 6 aprile o comunque «l’inizio della prossima settimana» l’ente chiede di ricevere gli elenchi dei sanitari iscritti agli ordini professionali e del personale dipendente delle aziende sanitarie. A carico dei soggetti e strutture più corposi c’è ora il compito di compilare tra Pasqua e Pasquetta elenchi contenenti decine di migliaia di nomi e di riferimenti.

Uffici al lavoro

L’Ordine dei medici di Ferrara, che conta circa 3.400 iscritti, si era “messo avanti” venerdì. «Abbiamo inviato nomi, cognomi e codice fiscale degli iscritti – spiega il presidente, Bruno Di Lascio – Poi, in serata, abbiamo ricevuto la comunicazione che quei dati devono essere inseriti in un modulo specifico con l’indicazione dell’Asl di appartenenza, che può non coincidere con la sede dell’Ordine professionale nel quale il professionista è iscritto». Insomma, probabilmente l’elenco sarà da ri-compilare e in un tempo molto ristretto. «Lo faremo, ma sarà una corsa», conclude Di Lascio. Anche l’Asl, attraverso il direttore sanitario, Emanuele Ciotti, conferma che si sta uniformando ai tempi stabiliti dal decreto, come la Casa di cura “Quisisana”. Entro la fine del mese o i primi giorni di maggio potrebbero scattare i primi provvedimenti a carico degli operatori non in regola.

Il decreto legge

Il calendario fissato dal decreto prevede entro dieci giorni dalla ricezione degli elenchi la verifica dello stato vaccinale degli operatori; quindi la segnalazione degli operatori non vaccinati all’azienda sanitaria di residenza, che entro cinque giorni invita gli interessati a produrre la documentazione dell’avvenuta vaccinazione; in caso di prenotazione del vaccino gli addetti vengono invitati a presentare entro tre giorni la certificazione dell’avvenuta vaccinazione, mentre in caso di violazione dell’obbligo vaccinale scatta «la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano il rischio di diffusione del contagio». Dopo di che il datore di lavoro adibisce il dipendente restio a mansioni anche inferiori e che, comunque, non implichino rischi di diffusione del contagio. O lo sospende, quando l’assegnazione a mansioni diverse non è possibile, senza retribuzione (non oltre il 31 dicembre 2021). —


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