Vigarano Mainarda, addio a Martino Dondi fondò il grande mobilificio

Il paese piange lo straordinario imprenditore, morto ieri all’età di 93 anni  

VIGARANO MAINARDA. Si è spento ieri, a 93 anni, Martino Dondi fondatore e creatore dell’omonimo mobilificio di Vigarano Mainarda. Il classico esempio di un imprenditore che, partendo dal nulla, ha creato un impero. La notizia si è sparsa in un baleno in paese creando molto cordoglio perché la persona, oltre ad essere conosciuta e stimata, era considerato l’indiscusso monarca dei mobili. L’avventura di Martino, come tutti affettuosamente lo chiamavano in paese, inizia nel 1958 quando capisce l’evolversi delle esigenze della gente e abbandona il suo negozio di biciclette per avviarne un altro di elettrodomestici. Il passo successivo, sempre captando in anticipo le mutate esigenze della clientela, è quello di iniziare la sua attività come mobilificio. Negli anni c’è sempre stato una costante crescita portandolo a diventare un mobilificio di livello nazionale e con diverse sedi disseminate sulla penisola. Un’attività che ha portato risvolti benefici, in termini occupazionali, e negli anni sono stati tantissimi i vigaranesi che hanno visto la loro attività lavorativa influenzata in modo benefico, sia in forma diretta che indiretta, dalla presenza di un’attività di importanza nazionale.

L’ESPANSIONE


Dondi è stato uno dei primi a credere nel valore trainante della pubblicità facendo, ogni anno, grossi investimenti per far conoscere il suo mobilificio. Sui quotidiani, lungo le strade e anche sui canali televisivi era diventato un “tormentone” il Din Don Dondi. Questo ha fatto sì che in Italia il Comune di Vigarano Mainarda fosse conosciuto perché era la sede del mobilificio Dondi, che diventava sempre più di grosse dimensioni. In paese non c’era magazzino o capannone che non fosse stato riempito di mobili perché, per far fronte alle richieste della clientela, non bastavano, numericamente i mobili disponibili nella sede centrale. Nel week end arrivavano frotte di camper, con intere famiglie a bordo, per visitare il mobilificio che è sempre stato all’avanguardia nell’accoglienza ai clienti. Chi entrava per acquistare un tavolino usciva con un salotto tanto erano favorevoli le condizioni di pagamento che venivano proposte. Era una persona che leggeva molto, era informato su tutto, e dietro l’apparente aspetto burbero si nascondeva un grande cuore sempre pronto a dare aiuto a chi era in condizioni di bisogno e particolarmente verso i bambini infermi. Innumerevoli le iniziative benefiche, di grossa portata, che Martino ha messo in cantiere durante la sua vita, senza però mai apparire in prima persona, perché convinto che per far del bene «non è necessario farlo sapere». Rispettando il suo desiderio di non far apparire il suo nome la nuova Casa Protetta è stata denominata Casa Generosa, il nome della madre di Dondi, come piccolo riconoscimento a chi non si è mai tirato indietro quando c’era bisogno di aiutare il prossimo. Era anche persona molto religiosa e quando papa Wojtyla venne in visita a Ferrara sono stati proprio i Dondi che, all’interno dell’arcivescovado, hanno voluto allestire la camera da letto per ospitare il pontefice.

Da alcuni anni, causa l’età, Martino Dondi si era ritirato passando il testimone nelle mani del figlio Pierpaolo che, seguendo le orme del padre, ha dimostrato di essere sensibile, e pronto a recepire, le nuove richieste e esigenze della clientela del momento. Infatti accanto al mobilificio è sorto anche un Multistore e, dallo scorso anno, il format gastronomico rappresentato dallo Gnam Bar & Cucina dotato anche di una piscina. In sostanza, una vera e propria cittadella del commercio dove trovare di tutto compreso lo svago e assaggi di buona cucina.

La data dei funerali di Martino Dondi non è ancora stata fissata e visto anche il carattere schivo della persona, quando era in vita, si svolgeranno in forma privata. —

Giuliano Barbieri

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