Asili aperti, è ancora polemica «Il Comune ha discriminato»

Il rientro per tutti i bambini degli asili, a partire dalla giornata di oggi, non ha il potere di sopire lo scontro tra Cgil e Uil da una parte e il Comune dall’altra, accusato di una «rotazione che discrimina» a proposito delle scelte degli ammessi a fianco dei compagni disabili nei giorni di chiusura delle aule per tutti gli altri. Le due sigle sindacali, infatti, ribadiscono che la rotazione tra tutte le famiglie disponibili dei compagni di classe dei disabili «doveva completarsi nel lasso di tempo durante il quale l’attività didattica in presenza risultava essere sospesa. Cioè entro il giorno 6 aprile. Ma il Comune - proseguono Cgil e Uil - non ha fatto nulla di tutto ciò. Non è stata organizzata nessun tipo di rotazione nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza. La giunta ha deciso di garantire il servizio solo a chi era stato ritenuto, ad insindacabile giudizio dell’amministrazione, figlio o figlia di un lavoratore o di una lavoratrice meritevole».

È una «discriminazione», affermano le due sigle, «aggravata da false promesse. L’assessora (Dorota Kusiak, ndr) aveva infatti garantito che ulteriori gruppi sarebbero rientrati dopo la chiusura pasquale sapendo perfettamente che dopo la chiusura pasquale l’articolo 43 del Dpcm del 2 marzo avrebbe cessato i suoi effetti». Tant’evvero, appunto, che da oggi le sezioni riaprono per tutti a Ferrara come nel resto d’Italia, e quindi non c’è bisogno del secondo turno di rotazioni, «non serviva la sfera di cristallo per capirlo».


L’interpretazione del Comune era che una rotazione più rapida avrebbe disorientato i bambini, esponendoli ad un rischio contagio più alto a causa dell’aumento dei contatti. Inizialmente era stata annunciata un’apertura più ampia ai figli dei lavoratori essenziali. —

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