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L’ultimo canto di Andrea «Il Signore lo ascolterà»

Emozionante rito funebre per salutare il 41enne stroncato sabato dal Covid Il parroco: «Attraverso la musica cantava la vita, con l’armonia nel cuore»

BEVILACQUA. Come se cantasse dal Paradiso, la splendida voce di Andrea è tornata a risuonare nella chiesa di Bevilacqua. Il suo intenso Hallelujah ha riempito di profonda commozione il cuore e di lacrime il volto di tutti.

Per Andrea Roncarati, in chiesa e sul sagrato, un lungo interminabile applauso. Ieri l’ultimo doloroso saluto al 41enne morto sabato all’alba al policlinico di Modena per un arresto cardiaco, conseguenza del Covid con il quale aveva lottato dal 10 marzo. Conosciutissimo, Andrea era dipendente di una cooperativa con sede a Bomporto, ma aveva trascorso tanti anni calcando i palchi in mezza Italia come cantante di orchestre. Figlio di Franco, indimenticabile presidente della società sportiva e della Sagra del tortellone, fin da ragazzo Andrea aveva cantato nel coro della chiesa del suo paese, Bevilacqua, perché la musica e il canto erano la sua grande passione.


partecipazione intensa

Davvero in tanti ieri hanno voluto esserci, dentro e fuori la chiesa a Bevilacqua, per pregare per Andrea e stringersi alla sua famiglia, alla mamma Loretta, al fratello Alessio. Tante lacrime e dolore sul volto degli amici, dei colleghi, dei tanti che con lui hanno condiviso l’amore per la musica, e di tutti coloro che gli hanno voluto bene.

Strappato alla vita dal Covid, difficile accettare che Andrea se ne sia andato per sempre. Tra le voci del coro, a celebrare l’ultimo saluto accompagnato dalle note di un violino e dell’organo, c’era don Marco Ceccarelli: «Cosa dire? Una volta tanto starei zitto. Ma stare zitti permette alla rabbia di prendersi tutto, al dolore di offuscare ogni cosa, più di quanto la morte si sia già presa. Sarebbe davvero ingrato parlare della sua scomparsa, ingiusto consentire al caos degli ultimi giorni della sua vita, di essere più importanti di quello che Andrea è stato, della bellezza della sua vita».

«Oggi – ha proseguito il parroco – siete feriti, e lo sarete per settimane, mesi, per tutta la vita. Ma oggi dovete essere orgogliosi perché Andrea ha amato la vita, l’ha trasformata in un canto. Ha vissuto leggero come una farfalla. Attraverso la musica, cantava la vita. E l’armonia, non era solo nella sua voce e nella sua musica, ma nel suo cuore. La vita è stata la composizione più bella che Dio gli abbia dato da cantare. Anche in questa chiesa ha onorato il Signore cantando».

Sempre gentile e generoso con tutti, Andrea sapeva regalare la gioia, un sorriso, la forza di ripartire: «Oggi, pensando ad Andrea e a tutto quello che ha donato, a quella gioia di vivere che ha insegnato, dovreste essere orgogliosi – ha aggiunto don Marco –. Orgogliosi di essere stati la sua famiglia, i suoi amici, il suo amore e la sua gioia. E il Signore ascolterà la sua voce. Il Paradiso del resto credo sia gioia allo stato puro, è canto. Un canto di gioia e di vittoria. E lui starà intonando le note. In certe occasioni, quando andava ad animare, si vestiva di bianco. Eccolo, così sta cantando assieme al Signore, a colui che vede più lontano di tutti noi. Grazie a Dio». E come per il papà Franco, le offerte raccolte saranno devolute all’associazione Cento%cuore onlus. —


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