La Provincia stanzia altri 4 milioni È l’anno dei ponti da mettere in sesto

Soldi aggiuntivi dall’avanzo di bilancio più nuovi fondi statali La lista degli interventi andrà oltre la pura emergenza

La Provincia trova nuovo vigore dalla gestione ordinaria delle sue competenze, e dagli aiuti governativi nell’anno Covid, per accorciare i tempi della messa in sicurezza di strade e ponti. Grazie ai milioni di euro ricavati da un inatteso, almeno nelle dimensioni, avanzo di bilancio, l’ente guidato dal vicepresidente Nicola Minarelli può infatti anticipare una parte consistente degli interventi previsti nel quinquennio, concentrandosi anzitutto sui ponti per i quali nel 2018, dopo il crollo del Ponte Morandi, si è scoperta una catena di carenze manutentive e “acciacchi” da età avanzata.

l’avanzo


I numeri del bilancio consuntivo 2020 non sono ancora del tutto allineati, tant’evvero che il Consiglio provinciale dovrà approvare il rendiconto della gestione entro il mese di aprile. Minarelli ha però informato i consiglieri della convocazione di un pre-consiglio per discutere un «consistente avanzo di amministrazione»: la sua proposta è appunto quella di «destinare tale avanzo alla manutenzione di strade provinciali e ponti», per i quali peraltro «sono state assegnate alla Provincia ulteriori risorse».

Di quali cifre stiamo parlando? «Diversi milioni di euro, tra i quattro e i cinque» è il conteggio dello stesso vicepresidente, che regge il Castello dalle dimissioni di Barbara Paron per le vicende di Vigarano. Si tratta di una tacca in meno rispetto ai 6 milioni dell’anno scorso, ma è un dato che consolida nella sostanza la posizione finanziaria dell’ente, passato negli ultimi anni da “parcheggio” temporaneo per competenze residue a punto di riferimento per importanti servizi territoriali e per gli stessi Comuni. Rispetto all’anno scorso, quando parte dell’avanzo è stato utilizzato anche per l’estinzione dei mutui, la scelta stavolta dovrebbe appunto concentrarsi sulle opere pubbliche, che hanno anche un effetto espansivo sull’economia.

le priorità

«Le priorità sono state indicate nel documento presentato a inizio anno ai sindaci - è ancora Minarelli a parlare - Con le risorse dell’avanzo e quelle aggiuntive in arrivo dal governo, riusciremo in sostanza ad anticipare a quest’anno una importante quota d’interventi che erano spalmati nel quinquennio». Il vicepresidente si riferisce agli 11 milioni aggiuntivi messi a disposizione fino al 2023 dal governo, che per l’anno in corso significano altri 3,4 milioni sempre da utilizzare per strade e ponti. L’elenco delle priorità contemplava già per quest’anno gli interventi sui ponti San Zagno nella Provinciale 1, il Burana sulla Provinciale 9, a Serravalle sulla Sp12, sul fiume Idice per la Sp38 e sul Cavo Napoleonico sulla Sp66. Considerato che i soldi destinati ai ponti ammontavano all’inizio dell’anno a 1,5 milioni, con altri 7-8 milioni subito a disposizione si potrebbe esaurire o quasi la lista degli interventi urgenti, con uno storico giro di vite alla sicurezza degli attraversamenti carrabili sui corsi d’acqua del territorio.

la lista

A distanza di due anni e mezzo dalle conclusioni del monitoraggio straordinario seguito appunto alla tragedia di Genova, dunque, un po’ a sorpresa una quota consistente del fabbisogno emerso sta per trovare una risposta. All’epoca lo scetticismo, per usare un eufemismo, era molto diffuso, perché il conteggio relativo alla sistemazione dei soli 320 ponti di competenza provinciale era stato calcolato in 25 milioni di euro. La Prefettura sollecitò la Provincia a compilare una lista degli interventi a ridosso di Ferragosto, con tutte le problematiche del caso, e quando arrivò la risposta del Dipartimento delle opere pubbliche il Castello rimase “gelato”: la lista è stata inserita nel nuovo Archivio nazionale delle opere pubbliche, ma per gli interventi «ogni ente dovrà adottare le misure necessarie a garantire la sicurezza dell’infrastruttura, nonché la pubblica e privata incolumità». In sostanza, la Provincia era stata indotta a compilare in fretta e furia un elenco di fabbisogni sui quali non avrebbe mai potuto intervenire con risorse proprie, e subito dopo si era sentita attribuire a priori la responsabilità dei mancati adeguamenti. «Se i tecnici ci verranno a dire che ci sono rischi, non avremmo alternative alla chiusura dei manufatti» fu la presa di posizione dei sindaci ferraresi e della Provincia, rappresentata a livello nazionale dall’Anci.

Sulla vicenda calò poi una cortina di silenzio, anche se qualche intervento di assoluta priorità (ponte provvisorio di Final di Rero, superstrada a Gualdo) è stato nel frattempo avviato o addirittura concluso.

Stefano Ciervo

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