Portomaggiore, quattro anni fa l'omicidio di Valerio Verri: «E' sempre con noi»

L'8 aprile 2017 la guardia ambientale venne uccisa nel Mezzano da "Igor il russo". I colleghi lo ricordano: «Ha lasciato un vuoto ma anche un insegnamento»

PORTOMAGGIORE. Oggi ricorre il quarto anniversario dell’uccisione di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria di Legambiente uccisa da Igor il russo, ovvero Norbert Feher, l’8 aprile 2017. Era un sabato sera e il 67enne di Portoverrara stava svolgendo un servizio di controllo ambientale nelle Valli bonificate del Mezzano. Era in coppia con l’amico Marco Ravaglia, agente della Polizia provinciale, che rimase gravemente ferito sotto i colpi di pistola del criminale di origine serba, poi condannato all’ergastolo. A ricordare Valerio Verri, in questa circostanza inevitabilmente contrassegnata dal dolore, sono proprio i suoi colleghi volontari. Non lo hanno dimenticato e portano avanti il suo insegnamento ancora oggi, nel loro impegno quotidiano.

L’INTERVENTO


«I valori di salvaguardia ambientale per i quali Valerio Verri ha sacrificato la propria vita sono gli stessi, condivisi, dai tanti colleghi, volontari guardie SVA Legambiente», scrive a nome di tutti il presidente del sodalizio, Pierluigi Gentili. «Ancora oggi i colleghi, percorrono le tante strade ed i luoghi nei Comuni del territorio della provincia ferrarese svolgendo servizi di controllo ambientale, per segnalare abusi e danni al patrimonio della comunità. Non vuole essere una semplice ricorrenza ma il ricordare a noi stessi ed ai tanti giovani che si sono avvicinati all’ambientalismo, di seguire l’esempio di Valerio. L’importanza e la consistenza dei problemi dovuti al cambiamento climatico, indicano il necessario impegno quotidiano che consentirà di dare risposte e soluzioni per salvare l’ambiente. La memoria e l’esempio di Valerio Verri ci porta a ricordare il dolore sceso nella sua famiglia per la prematura scomparsa. A loro giunga il nostro collettivo abbraccio e la condivisione per la perdita inconsolata. Valerio – chiude così Gentili il suo intervento – ha lasciato un grande vuoto ma anche un grande insegnamento per i colleghi del Servizio Vigilanza Ambientale di Legambiente nucleo provinciale di Ferrara».

LA QUERCIA IN SUO NOME

Durante questi quattro anni che ci separano dall’agguato che gli costò la vita, sono state numerose le iniziative organizzate con l’obiettivo di ricordare Valerio Verri. Tra queste si può citare una dedica particolare. Nel parco del Museo delle Valli a Campotto, pochi mesi dopo quei fatti di sangue, venne piantata una quercia, l’albero che simboleggia la forza, la longevità e la durezza. L’hanno messa a dimora davanti al museo proprio i colleghi volontari di Legambiente. «Valerio era un uomo amante della natura, un’ottima persona, un amico – disse l’allora presidente della guardie volontarie, Norberto Bellotti –. Ciò che stiamo facendo è un gesto gentile per ricordarlo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA