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Ferrara, vendeva la ragazzina per incontri hard: la procura ordina indagini su altri casi

Dopo l’arresto di Davide Magnani per aver fatto prostituire una 20enne: perizia su cellulari e pc che usava per gli annunci

FERRARA. Era stato arrestato per sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione della sua “compagna”, una ragazza poco più che 20enne, mentre lui di anni ne ha 54. Davide Magnani è accusato da procura, giudici e carabinieri di un “solo” caso, quello filmato di nascosto dal programma Tv “Le Iene”, in cui Magnani, la sua “compagna” e una terza persona consumano cocaina e hanno rapporti in gruppo, mentre una quarta persona, il “complice” delle Iene guarda e filma tutto con una telecamera nascosta e il suo telefonino.

NON UN SOLO CASO


Per la procura e gli inquirenti, però, questo potrebbe non essere il “solo” caso per cui Magnani “vendeva” sul sito MegaEscort, la ragazza 20enne, la sua “bimbetta” come la chiama lui stesso con i clienti trovati. O meglio “Sonia, studentessa non mercenaria”, come dall’annuncio che aveva inserito nel sito MegaEscort per incontri di gruppo hard a pagamento.

La pm Isabella Cavallari ha infatti ordinata una perizia, affidandola ad un ingegnere informatico, Marco Orsatti e lo ha incaricato ieri mattina di cercare dentro i cellulari, IPad e computer di Magnani altri eventuali messaggi di incontri hard di gruppo, in cui offriva e vendeva, appunto “Sonia”. Il perito della procura avrà 60 gironi di tempo per dare risposte alla procura, e nel caso venissero trovati altri messaggi, la posizione – già ingombrante, imbarazzante di Magnani – potrebbe ulteriormente aggravarsi dal punto di vista giudiziario e penale.

IERI L'UDIENZA

All’udienza di conferimento di ieri mattina, in procura, erano presenti oltre al perito e al pm Cavallari i difensori degli indagati: l’avvocato Sergio Pellizzola che assiste Magnani e l’avvocato Gianni Ricciuti per quella terza persona che aveva partecipato all’incontro hard filmato dalle Iene, perché accusato di detenzione di droga per aver portato lui stesso la cocaina all’incontro.

Un incontro, dicevamo, pubblicizzato sul sito “Megaescort” da Magnani, “Magno”, “Nonno Magno” – come lo chiama la stessa sua “bimbetta” – che aveva messo l’annuncio per l’incontro hard, inserendo il famoso cellulare della sua associazione “Meravitalia”, che negli anni si era proposta come associazione per la protezione delle donne e contro violenze e femminicidi. Dopo l’annuncio a chi rispondeva, aveva detto che si sarebbe dovuto pagare «200 roselline (euro) per tutta la serata». E sempre ai clienti “invitati”, li rassicurava dicendo che «non c’è problema per la “neve” (cocaina) piace anche alla mia bimbetta». Ora dalle tracce informatiche e dai messaggi su telefoni e computer si potrà scoprire se si sia trattato di un caso sporadico o no. –

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