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"Stuprata e non creduta", il giudice ordina alla procura di cercare la verità sulle violenze

Dopo oltre tre anni dalla  chiusura del caso, tre mesi  per nuovi accertamenti  Ma solo ora, applicando le norme del Codice rosso  

FERRARA.

Ci sono giudici, non solo a Berlino, anche a Ferrara: i magistrati cittadini di procura e dell’Ufficio indagini preliminari che hanno ravvisato – confermando la assoluta sottovalutazione dei magistrati titolari del fascicolo di quattro anni fa – un colossale “buco” normativo sul caso di Margherita, la donna vittima di violenza sessuale dal suo ex compagno. L’ipotesi di reato era stata archiviata senza che la stessa Margherita ne venisse informata: e con la collaborazione del suo avvocato ferrarese Alberto Bova è riuscita a far riaprire le indagini.

Tutto annullato

È stato il gip Vartan Giacomelli, a conclusione di un lungo iter iniziato un anno fa attivato da Margherita e dal suo legale, ad annullare l’archiviazione e ordinare altri tre mesi indagini: «Dalla lettura degli atti e dalle sollecitazioni emerse appare necessario effettuare ulteriori indagini in relazione all’ipotesi di violenza sessuale». Negli uffici della procura, il procuratore capo Andrea Garau ora assegnerà il fascicolo ad un nuovo sostituto, affinché ascolti Margherita e gli inquirenti che ricevettero la denuncia della donna per violenza sessuale.

«Confidiamo fin da ora che il nuovo pm cui verrà assegnato il fascicolo svolga le indagini necessarie e arrivi a determinare la richiesta di rinvio giudizio, come da noi richiesto e auspicato», spiegava ieri l’avvocato Bova che assiste Margherita. Che confermava quanto vergato negli atti, richiedendo di rimettere nei termini l’archiviazione, poiché i tempi erano già scaduti, ma tutto era da annullare perché la decisione della procura non era stata comunicata a Margherita. Da qui l’opposizione all’archiviazione, ottenendo la riapertura delle indagini:

«Questo è un caso scuola poiché accaduto nel 2017, anni prima dell’entrata in vigore del Codice rosso (agosto 2019, ndr) – spiega il legale –. Per questo motivo abbiano chiesto e ottenuto in aderenza alla nuova normativa, che il caso di Margherita venisse trattato allo stesso modo». Il Codice rosso impone oggi che in seguito a segnalazioni di violenze e maltrattamenti, i magistrati hanno l’obbligo di ascoltare subito le vittime del reato e gli inquirenti che seguono il caso. –

Daniele Predieri

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