Addio al medico Daniele Burini, Porotto piange il “suo” dottore

Si è spento a 69 anni dopo aver esercitato soprattutto nella frazione. Il dolore dei colleghi: «Professionista bravissimo, grande perdita» 

FERRARA. Per quasi trent’anni è stato il medico di Porotto, poi l’anno scorso a fine giugno la pensione. E l’inizio di alcuni problemi di salute che in poco tempo hanno spento la vita di Daniele Burini, morto ieri a 69 anni. Originario di Copparo, Burini abitava a Ferrara. Si era laureato all’università di Milano, specializzazione in cardiologia. Dopo Porotto, impegno che ormai era diventato troppo pesante, insieme al fratello Dario anche lui medico, aveva proseguito l’attività alla Cittadella della Salute ma purtroppo non è stato per molto tempo. Un’ennesima crisi gli è stata fatale. «Sono molto dispiaciuto per quanto è accaduto a questo stimatissimo e bravo collega – ha detto ieri il presidente dell’ordine dei medici Bruno Di Lascio – perché quando si perde un professionista serio e competente come lo era lui, il vuoto che lascia è incolmabile».

Prova ne è lo sconcerto che la sua morte ha suscitato nella comunità di Porotto che lo aveva avuto come medico condotto per tantissimi anni. Una voce a nome di tutti i suoi pazienti si leva a suo commosso ricordo: è quella di Ivana Rossi, tra le sue prime mutuate, quando Burini arrivò in sostituzione del vecchio medico. «Quando lo scorso giugno mi salutò perché costretto ad andare in pensione – ricorda la paziente – abbiamo pianto tutti e due; io perché ripensavo al nostro lungo rapporto durante il quale mi aveva sempre dimostrato non solo le sue capacità di medico ma tutta la sua umanità; e lui perché amava tanto la sua professione, così come il contatto con la gente; ma aveva capito che non aveva più la forza di continuare».


«Il dottor Burini era il vero medico di famiglia – prosegue Ivana Rossi – e quando c’erano problemi di salute di un componente, lui era sempre pronto a venire a casa anche più volte alla settimana. Così è stato quando si ammalò mia madre e questo non l’ho mai dimenticato. Perciò tutti gli volevano bene e gli erano grati per la sua solerzia e per questo siamo oggi tutti molto addolorati». Un pensiero condiviso da tutti—

Margherita Goberti

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