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«Con quattro mosse abbiamo bonificato e riportato la Gad a tutti i ferraresi»

In un anno oltre 2.000 servizi di repressione e prevenzione Dai controlli ai blitz della Mobile contro la mafia nigeriana

È da decenni il “buco” della città che inghiotte uomini, risorse, sforzi che si traducono in controlli, blitz, operazioni antidroga e tanto, tanto altro. Nell’ultimo anno, Polizia di Stato e Polizia locale, hanno fatto di più. Hanno dato “scacco in quattro mosse”, dicono in occasione della festa della Polizia che si celebra oggi, e fanno parlare i numeri: in un anno (aprile 2020-marzo2021) sono stati 2. 034 i servizi complessivi, tra Polizia di Stato (1. 234) e Polizia Municipale (800). Quattro mosse che si declinano così.

La prima, uno sforzo comune tra le due Polizie con l’obiettivo di garantire la vivibilità e il decoro del quartiere Gad, potenziando gli interventi. Il questore Capocasa – spiega una nota della Polizia – arrivato a Ferrara nel Febbraio 2020, già il mese dopo iniziò, d’intesa col Prefetto a martellare la zona: Grattacielo, Stazione, piazzale Castellina e Toti con un presidio fisso quotidiano delle due polizie. Servizi integrati con rinforzi del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna anche nelle vie Porta Catena, Canapa, Oroboni, Ortigara e Darsena/IV Novembre.


Il segnale fu il grande blitz del 25 giugno scorso: 200 agenti della Polizie, cani antidroga e anche un Cessna dall’alto per dare un segnale e fotografare chi c’era nelle torri del grattacielo e in tutta la zona: controllo del territorio, nei fatti. E poi, ancora, operazioni e blitz in tutta la zona degradata dietro la stazione, tra via Modena e i palazzoni abbandonati di via Scalambra.

La seconda mossa, è stata quella di non mollare mai: ecco allora servizi fissi (985) e dinamici (249) realizzati per la prima volta ogni giorno nel cuore del Gad. Con i numeri di servizi che dicevamo.

E controlli antidroga che hanno portato a sequestrare 3, 753 chili di droga durante tutti questi servizi, giorno dopo giorno.

Ma è stata la terza mossa ad aver dato il colpo di grazia alla criminalità legata alla droga: le grandi inchieste, le operazioni investigative Wall Street Border 2018, e soprattutto quella che durava ormai da due anni l’operazione Signal (conclusa dal dirigente della squadra mobile Dario Virgili e dalla sezione Antidroga coordinata da Luca Sita), ad aver messo in luce che Ferrara era un grande Hub della droga, con il clan nigeriano degli Arobaga/Vikings che comandava con metodi mafiosi tutto il mercato e quella parte di città.

Rimpatri di clandestini

Oltre trenta arrestati, così come altri 60 indagati dell’operazione Wall Street hanno tagliano le gambe a spaccio e traffico di droga. Attività investigative che sono state portate avanti in parallelo anche con l’attività repressiva della Polizia Amministrativa: 234 i provvedimenti di espulsione, 22 gli accompagnamenti ai Cpr, e 13 i rimpatri dei clandestini pericolosi per sicurezza e ordine pubblico. E per finire la quarta mossa, quella della riqualificazione, appena partita. La ricostruzione di un ambiente sereno e tranquillo. Partendo, spiega la nota della Questura, da questa riqualficazione urbana decisa dall’attuale amministrazione comunale, con progetti mirati in tutto il quartiere Gad: il progetto’Parchi sicuri’, un intervento che punta a regolare l’accesso alle varie aree verdi della zona, con la chiusura durante le ore notturne per far crescere la sicurezza nell’intero quartiere. Sia in piazzetta Toti che giardini del Grattacielo: nuovi giardini, giochi, campi sportivi, per far rivivere un pezzo di Ferrara degradato fino a poco tempo fa. –

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