Supplente e Ministero condannati a risarcire scolaro per una sberla

Colpì il bimbo di 8 anni in classe, ed è finito sotto processo Aveva precedenti penali e così il Miur dovrà pagare per lui

Era arrivato dalla Basilicata dove viveva, per insegnare in una scuola elementare del Ferrarese come supplente maestro, nel 2015. Durante una lezione diede un ceffone ad un bambino, uno scolaro di 8 anni che dopo esser stato colpito andò a sbattere contro lo spigolo della cattedra facendosi male: nulla di grave, visto che lesioni furono refertate con 3 giorni di prognosi. Ma tanto è bastato per questo maestro-supplente, oggi 40enne, per finire a processo per il reato di abuso di mezzi di correzione.

Pena di 4 mesi


E ieri per lui è arrivata la condanna davanti al giudice monocratico Andrea Migliorelli che ha deciso una pena di 4 mesi. Ma al di là della pena e della condanna, nel processo è entrato anche e soprattutto il Miur, il ministero dell’Istruzione, che è stato condannato di fatto a far fronte al risarcimento deciso dal giudice, come provvisionale, di 2.000 euro. Il motivo? Lo spiegava ieri l’avvocato di parte civile della famiglia del bambino, Vasco Sisti. Che durante il processo ha segnalato il fatto che il maestro-supplente aveva piccoli precedenti penali, per detenzione di droga e guida in stato di ebbrezza. Ma come è possibile che una persona in questa situazione potesse essere autorizzato ad insegnare, chiesero legale e famiglia del piccolo.

L’autocertificazione

Semplice: per partecipare alla graduatoria per supplenti basta una autocertificazione del proprio status penale, e nessuno si accorge se non si dice il vero. A meno che di finire nei guai per un fatto come quello emerso tra supplente e scolaro. Così, il Ministero era stato chiamato in causa come responsabile civile, e ieri ha condiviso la condanna al risarcimento. Anche se - spiegava sempre il legale - dovrà essere valutato anche in sede civile. Il processo, lo ricordiamo era stato voluto proprio dai familiari del bambino che per principio- pur a fronte di un fatto lieve, per fortuna - lesioni di 3 giorni - hanno ritenuto vi fossero gli estremi per chiedere conto di quel comportamento assolutamente contrario al ruolo di maestro, elementare: ieri il giudice Migliorelli, come richiesto dalla pm Antognini, ha dato loro ragione.

Daniele Predieri

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