Non vuole cambiare carcere, Igor il russo ferisce cinque agenti  in Spagna

Aggressione in cella, domani inizia il processo per il triplice omicidio commesso nel sud della Spagna

 Ha aggredito quattro agenti di polizia penitenziaria e un funzionario del carcere di Duenas nel nord della Spagna: lo ha fatto con una piastrella che avrebbe staccato dal bagno della cella, e per fortuna i cinque hanno riportato solo lesioni superficiali. È successo questa mattina quando Norbert Feher alias Igor il russo doveva essere trasferito dal carcere in cui si trova a quello di massima sicurezza di Zuera di Saragozza in vista del processo che si apre domani per il triplice omicidio del 2017. A darne notizia è stato il sindacato di polizia Acaip-Ugt, ed è successo quando Igor, detenuto in isolamento per la sua alta pericolosità, ha rifiutato di essere trasferito al centro penitenziario di Saragozza da dove da domani fino a venerdì prossimo - per la durata del processo - verrà trasferito e riportato nel tribunale di Teruel.

Secondo quanto riporta il  sindacato, Igor avrebbe anche minacciato di morte gli agenti di turno, dopo aver  rotto una piastrella del bagno della cella e l’ha usata per aggredire uno degli agenti colpendolo fortunatamente sul giubbotto protettivo. Poi Igor, con calci e pugni, ha reagito contro altri quattro agenti ferendoli, lievemente. Il sindacato di Polizia spagnolo, – così come accade spesso per le carceri italiane dai sindacati locali e anche quello di Ferrara -  lamentano un sovraffollamento di detenuti nel Centro penitenziario di Duenas poiché molti di loro «sono detenuti potenzialmente molto pericolosi come è stato dimostrato e con un alto profilo psichiatrico, il tutto unito alla mancanza cronica di personale in tutte le aree del carcere».

Igor il russo da domani sarà  a processo e rischia la pena più alta prevista dal codice penale spagnolo: la prigione permanete con revisione, una sorta di ergastolo italiano, ma che può essere modificato  e rivisto nel tempo. E accusato del triplice omicidio, avvenuto il 14 dicembre 2017, ad Andorra di Teruel,   dell’allevatore José Luis Iranzo Alquézar, 40 anni, e degli agenti della Guardia civil Víctor Romero Pérez, 30 anni e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38. Il suo difensore, al processo davanti al Tribunale di Teruel, ha avanzato la tesi difensiva per  Feher per cui soffre di “nevrosi di guerra” , uno stress post-traumatico che Feher avrebbe accumulato nel periodo in cui ha combattuto nella nativa Serbia.  In Spagna Igor ha già subito due condanne definitive: la prima di 21 anni di carcere, per aver sparato e cercato di uccidere Manuel Andreu e Manuel Marcuello, due avitanti della zona, ad Albalate del Arzobispo (poco distante da Teruel). La seconda, di otto anni, per le varie rapine e furti in diverse case di campagna commessi a cavallo del dicembre 2017, nella stessa zona, prima di commettere il triplice omicidio.

In Italia Igor deve fare i conti con due ergastoli (pendenti in Cassazione) per l’omicidio di Valerio Verri e Davide Fabbri e altri 20 anni di carcere per le rapine commesse nel Ferrarese, nell’estate 2015, con la sua banda composta da Ivan Pajdek e Patrik Ruszo.