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Dieselgate vista Cento: a processo in Usa ex ingegnere della Vm

Emanuele Palma ha lavorato per i motori centesi anche dal Michigan. È accusato di aver manipolato le emissioni di modelli americani Jeep e Ram

CENTO. L’attesa sta per finire. Domani è fissato infatti il processo di fronte alla corte dell’Eastern District of Michigan per Emanuele Palma, 41 anni, ingegnere della Fca, accusato dalla giustizia americana di aver truccato, assieme a complici che restano ignoti, i dati relativi alle emissioni dei motori diesel di alcuni modelli venduti negli Stati Uniti. Questi motori erano i gioielli della produzione della Fca, ex Vm, di Cento, dove Palma si è formato e per la quale ha lavorato per molti anni. Si tratta insomma del filone Fca del dieselgate e c’è da scommettere che il processo sarà seguito con interesse non solo a Cento. L’ex Vm che da anni vive in Michigan è stato anche arrestato per questa vicenda, nel settembre 2019, ed ora deve fronteggiare un carico di accuse che vanno dalle violazioni al Clean Act statunitense alle false dichiarazioni fino alla truffa ai danni di Stato e consumatori, anche se nel pre-trial la sua posizione si è alleggerita con la caduta delle imputazioni relative alla frode informatica, le più pesanti.

IL PROLOGO


Yta il 2006 e il 2007 Palma, ingegnere specializzato nella calibrazione dei motori diesel, cominciò a lavorare per la Vm, che già produceva per conto della Fiat. Nel 2012 si trasferì in Michigan, negli uffici della Vm Motori Nord America, che stava lavorando direttamente con Fca per sviluppare e calibrare dei nuovi motori diesel, che sarebbero stati usati nei modelli degli anni 2014-16 di Jeep Grand Cherokee e Ram 1500.

Per vendere auto negli Stati Uniti bisogna ricevere un certificato di conformità dall’Epa, l’agenzia di protezione dell’ambiente, da rinnovare annualmente per ogni modello, che tiene conto di determinati standard di emissioni inquinanti. Per entrare, in specifico, nel ricchissimo mercato della California, bisogna soddisfare gli standard stabiliti dal Carb, con relativa certificazione. A partire dal 2013 Fca s’impegnò per ottenere queste certificazioni e a quell’epoca Palma lavorava con i membri dei gruppi Fca coinvolti in queste operazioni. Nel settembre 2015 Epa chiese all’azienda italiana ulteriori test emissioni e nel giugno successivo i rappresentanti Fca incontrarono i funzionari Epa, Carb e del Dipartimento di Giustizia per discutere degli aspetti regolatori, con in mano una presentazione in PowerPoint preparata appunto dall’ex Vm. Un mese più tardi, dopo il ritorno di Palma da una visita alla famiglia in Italia, due agenti federali (Fbi e Epa) andarono a casa sua e lo sottoposero ad un interrogatorio di oltre un’ora e mezza.

Quattro anni più tardi, appunto, l’arresto e la messa in stato d’accusa. Gli inquirenti Usa accusano l’imputato di cospirazione per indurre in errore i regolatori, i consumatori e il pubblico sui sistemi di controllo delle emissioni nei due modelli d’auto, assieme a dei complici. In particolare, Palma avrebbe calibrato questi sistemi per produrre emissioni di ossidi di azoto più basse in condizioni di test federali (i “driving cycles”), ed emissioni più elevate in condizioni di marcia normale. Altra accusa è di aver fornito numerose false rappresentazioni di queste condizioni, per ottenere le certificazioni, vendere più auto ed ottenere benefici economici personali.

LE ACCUSE

Nello specifico, sono sotto la lente due sistemi di controllo inseriti nei motori. Si tratta dell’Egr che lavora per ridurre le emissioni di NOx rimettendo in circolo una porzione dei gas di scarico, riducendo sia la temperatura di combustione che la concentrazione di ossigeno nella camera di combustione, aumentando però il consumo di carburante; e l’Scr che rimuove gli inquinanti dopo la combustione, iniettando una costosa soluzione a base ammoniacale (AdBlue) nel flusso dei gas di scarico. Palma e i suoi complici, è sempre la tesi dell’accusa, disegnando i motori 3 litri idearono un software chiamato “T-Eng” per controllare il tasso di Egr: in questa maniera sarebbe stato possibile decidere quando e in quali condizioni il motore produceva meno ossidi di azoto aumentando i consumi di carburante, e viceversa. Sempre in fase di progettazione sarebbero stati messi a punto software chiamati “Standard dosing” e “Online dosing” per controllare la dosatura del fluido ammoniacale, e anche in questo caso calibrare a piacere le emissioni di ossidi e i consumi dello stesso liquido. Il tutto sarebbe stato celato alle autorità, facendo in modo di calibrare i due sistemi di abbattimento inquinanti per ridurre la produzione di NOx durante i test federali, rispetto a quelle di marcia normale. Negli atti si citano decine di mail nelle quali si parla di queste strategie, che contengono anche giustificazioni: ad esempio l’Online dosing, cioè la dose più bassa del fluido da usare in condizioni di marcia, avrebbe avuto anche la funzione di evitare dispersioni di ammoniaca che si verificavano ad alte temperature.

C’è poi un altro marchingegno, Valve train cleaning routine, un timer basato su un software che iniziava dopo 30 minuti di funzionamento del motore a spegnere il sistema Egr per cinque minuti. Questo timer venne implementato nel 2013 dopo che si scoprì una importante vibrazione al motore dei veicoli in questione. Vm identificò la causa della vibrazione, si legge nell’atto di accusa, nell’accumulo di depositi di fuliggine negli steli delle valvole di scarico, che potevano indurre le valvole a chiudersi troppo lentamente o rimanere bloccate tutte assieme, e determinò che l’Egr a zero correggesse il problema. Palma è accusato assieme a complici di aver proposto di settare l’attivazione del timer a 30 minuti per evitare la possibilità che la routine partisse durante i test federali, perché evidentemente sarebbe stata un ostacolo per il via libera ai motori. Tra l’altro si venne a sapere che durante la routine il sistema Scr era in Online dosing, riducendo in maniera significativa la sua capacità di neutralizzare gli NOx aggiuntivi generati dalla chiusura completa dell’Egr. Per questo, è sempre la tesi dell’accusa, Palma e complici «indussero Fca» a fornire informazioni false a Carb sulla valvola: fu l’ingegnere a preparare i dati sull’impatto emissivo della routine forniti in un incontro del 2014, senza parlare dell’Online dosing.

Anche per questo i messaggi commerciali su “ecodiesel puliti” che accompagnarono la vendita di questi veicoli (la Jeep Grand Cherokee EcoDiesel venne pubblicizzata come “il diesel più pulito” della sua classe) vengono considerati una frode ai consumatori.

Nel giugno 2016 Palma riassunse tutte le considerazioni sui tre sistemi a beneficio delle richieste Epa di test addizionali in condizioni di normale utilizzo dei motori, in un Powerpoint nel quale c’era scritto tra l’altro: Online dosing serviva a limitare i rischi di perdite di ammoniaca, in condizioni di scarsa efficienza di ulteriori dosi; la Valve train cleaning routine a 30 minuti era basata su «valutazione ingegneristica di rischi bilanciati»; la Scr controllava le emissioni di Nox anche durante la Valve train routine.

GLI SVILUPPI

L’atto d’incriminazione di Palma parla di complici «conosciuti e sconosciuti» senza mai indicarli. Dalle mail sequestrate all’ingegnere ex Vm, riferisce il quotidiano ‘Il Domani’, spuntano contatti con dirigenti Fca e persone molto conosciute a Cento (mai incriminate) con al centro la ricerca di motivazioni per giustificare il T-Eng, «non chiamiamolo mai riconoscimento del ciclo, nemmeno tra noi», anche se poi la decisione fu di non svelarne per nulla la funzione; stessa cosa per l’Online dosing. L’atto d’accusa dice ad un certo punto che «Palma stesso riconosce che Fca considerava la strategia Online dosing ‘borderline in quanto non è giustificata da una reale esigenza se non quella di minimizzare il consumo (di Def)’».

Bisogna verificare quale sarà la strategia processuale di Palma ora che ha ottenuto dal giudice Nancy G. Edmunds la dismissione delle accuse di frode informatica, in quanto l’utilizzo di web e mail non è stato considerato il ‘cuore’ delle ipotizzate manovre truffaldine. Questa decisione alleggerisce non di poco la posizione dell’ex ingegnere Vm anche in caso di condanna in primo grado. —

Stefano Ciervo

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