Contenuto riservato agli abbonati

Mamma porta il figlio nella città d’origine. La denuncia del padre: non poteva farlo

L’uomo vive in un paese della provincia di Ferrara: «Si è allontanata con lui per le vacanze estive e non è più tornata» 

FERRARA. Ancora pochi giorni fa si è tenuta una commissione affidi, la prima in realtà dove si è potuto ascoltare raccontato in prima persona un caso di presunto malfunzionamento dei servizi sociali. Insomma, l’obiettivo è quello di cercare di raccogliere più segnalazioni, per poi vedere dove e come poter intervenire. E fra le storie a dir poco strane va annoverata sicuramente quella scoppiata in piena emergenza Covid, che riguarda un papà residente in provincia, separato ormai da alcuni anni con la moglie e con una vicenda legale che si trascina stancamente, come spesso accade in questi casi. Ma è coinvolto un minore, il figlio di questa coppia, il quale dalla scorsa estate si è ritrovato a vivere al Sud, nella terra dove è cresciuta la madre, la quale vi è tornata appunto dalla scorsa estate per accudire la nonna del minore che avrebbe dei problemi di salute. Il fatto è che tutto è avvenuto all’insaputa del padre, il quale si trova così ad aver avviato un’altra causa, per poter tornare a vedere il figlio, viste le inevitabili difficoltà (economiche e logistiche) a poter raggiungerlo nella nuova residenza.

LA RABBIA


Questo padre residente in provincia, operaio, è chiaramente arrabbiato per la situazione che si è venuta a creare: «In tribunale con la mia ex moglie ci sono problemi da sempre - racconta l’uomo -, sto continuando a spendere soldi solo per poter difendere i miei diritti di padre. Vorrebbe l’affido esclusivo, ogni volta chiede soldi in più anche se conosce le mie difficoltà e non capisco perché nessuno intervenga per fare giustizia. Le ho provate tutte, mi sono rivolto all’associazione dei padri separati e a uno degli avvocati ritenuti migliori in provincia per questi temi, ma mi si chiedono soldi solo per poter parlare e incredibili somme di acconto. Poi la scorsa estate è avvenuto il fatto incredibile, per il quale a questo punto mi sono dovuto rivolgere io al tribunale. E anche in questo caso nessuno dice niente, anche se la mia ex moglie ha preparato tutto in modo minuzioso. Di fatto ha lasciato il lavoro che aveva in provincia di Ferrara e si è trasferita al suo paese d’origine senza dirmi niente, addirittura senza il mio consenso ha iscritto nostro figlio in una scuola di giù, anche se era già stato regolarmente iscritto a una scuola superiore di Ferrara».

LA SORPRESA

In realtà, inizialmente il padre ferrarese non si è preoccupato: «Ogni anno d’estate la mia ex moglie torna al paese d’origine con mio figlio, fra l’altro siamo andati in tribunale anche per questo motivo, con il giudice che mi ha dato ragione, riducendo le vacanze estive via per darmi la possibilità di stare con mio figlio del tempo in più».

L’ex coppia è andata in tribunale per tanti motivi, dalle accuse di ludopatia al padre a quelle di non pagare regolarmente gli alimenti, tutte sconfessate dai documenti e da sentenze sempre favorevoli all’uomo ferrarese.

«Poi questa estate - racconta il padre -, dopo che avevo già acquistato i libri per la scuola a Ferrara, mio figlio mi chiama e dice che c’è qualcosa di strano. La mia ex moglie inizialmente non mi dà spiegazioni, poi vengo a sapere che ha chiesto il trasferimento sul lavoro al proprio paese d’origine e ha già iscritto nostro figlio nella scuola di là, senza il mio consenso. Mi ha promesso che era solo per un anno, intanto però ha comprato lo scooter a nostro figlio, giusto per evitare che lui si lamentasse troppo visto che qui ha gli amici, poi è tifosissimo della Spal e ovviamente gli manca quella che è la sua vita, la sua casa».

L’uomo una volta scoperta l’intera situazione si è rivolto ai carabinieri del suo paese di residenza per denunciarla, scoprendo che lei prima di partire per le vacanze al paese d’origine era già andata in caserma a spiegare i motivi della sua possibile permanenza prolungata, ovvero i problemi di salute della madre, ma non raccontando che nel frattempo aveva anche chiesto il trasferimento al lavoro e iscritto il figlio in un’altra scuola. «Ho scritto a tutti, anche il parroco del mio paese mi dà ragione conoscendo la storia. Per questo mi vedo costretto a tornare di nuovo in tribunale, stavolta sono io ad accusare lei. Ma mi sembra tutto incredibile». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA