Ferrara. Corsa degli over 70 al vaccino: in poche ore 7mila prenotati

Ingente mole di richieste, rallentamenti del sistema Cup risolti in mattinata. Code ai centri di prenotazione delle farmacie. Bonaccini: presto gli over 60

FERRARA. Decine di migliaia di cittadini tra i 70 e i 74 anni (quindi i nati dal 1947 al 1951 compresi) hanno prenotato ieri (lunedì 12 aprile) in Emilia Romagna la vaccinazione contro il Covid-19, quasi ma metà del target complessivo, che è di 250mila. In serata in regione era stata raggiunta quota 100mila, mentre a Ferrara e provincia il numero delle richieste ha superato le 7mila: erano 7.438 alle 19.

Il flusso delle prenotazioni, molto consistente, potrebbe comportare l’esigenza di un potenziamento ulteriore dei centri vaccinali per stringere i tempi, ma dovrà comunque confrontarsi con le quantità di siero che saranno consegnate e distribuite in regione e nella nostra provincia nelle prossime settimane.


A causa del contemporaneo caricamento di alcune funzioni sul sistema informatico dell’Asl, si sono registrati rallentamenti nella fase di accettazione telematica delle prenotazioni che sono stati risolti entro metà mattinata.

Le prime iniezioni

Il numero delle prenotazioni che si sono sommate nel corso della giornata indica che - nonostante la mole di richieste e con qualche acciacco - il sistema ha retto.

Si sono registrate code nelle farmacie estensi e nei centri di prenotazione. Il punto sull’andamento della campagna vaccinale e sull’avvio delle prenotazioni per la nuova fascia d’età, con le prime somministrazioni effettuate ieri stesso - un centinaio a Crevalcore (Bo) e circa 600 nel pomeriggio nel Centro vaccinale della Fiera di Bologna - è stato fatto nel pomeriggio in occasione della visita del sottosegretario di Stato alla Salute, Andrea Costa, proprio all’Hub vaccinale in Fiera a Bologna. Ad accompagnare il sottosegretario, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, presenti anche l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. «Noi abbiamo sempre detto che non compete alle Regioni, ma in primo luogo all’Unione europea e al governo, la distribuzione delle dosi vaccinali, ma tocca a noi, invece, la capacità organizzativa e operativa per vaccinare più persone possibili nel minor tempo possibile: l’unico strumento che abbiamo per uscire dal tunnel e per riaprire tutto, come tutti speriamo, e per sempre».

«Oggi – ha proseguito il presidente – abbiamo impresso un’ulteriore accelerata alla campagna, con le aperture delle prenotazioni per una nuova fascia di età, e le prime vaccinazioni già effettuate. Entro il mese di aprile, se i quantitativi di vaccino saranno confermati, apriremo anche ai 60enni, ma rispettiamo rigorosamente la consegna del governo, che giustamente ci ha chiesto di terminare il prima possibile le vaccinazioni di tutti gli ultraottantenni, e degli ultrasettantenni almeno con una dose, proseguendo contemporaneamente con le somministrazioni alle persone con disabilità e alle persone con patologie critiche, che indipendentemente dall’età hanno bisogno di essere protette. Credo si possa dire che la macchina regionale sia pronta a viaggiare a velocità maggiori, ma serve la benzina, e cioè le dosi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA