Johnson&Johnson in arrivo mille dosi nel Ferrarese. E su AstraZeneca gira una fake news

Audio su WhatsApp invita in Fiera cittadini non autorizzati. L’Asl: notizia falsa e disagi al servizio, forse denunciamo

FERRARA. Nella campagna per la vaccinazione di massa irrompe l’audio con “depistaggio”, una vera e propria “fake news”, che invita l’ascoltatore in una sorta di catena di Sant’Antonio su WhatsApp, a recarsi senza appuntamento nel Padiglione 6 di Ferrara Fiere per sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid con il siero di AstraZeneca. Perché – spiega una voce di donna – quel vaccino è stato rifiutato in grandi quantità e si cercano volontari per evitare lo spreco delle dosi.

«Si tratta di una notizia falsa che, però, rischia di creare non poca confusione e che, di conseguenza, l’Asl intende smentire subito in maniera categorica – la posizione dell’azienda di via Cassoli – A oggi la campagna vaccinale prosegue regolarmente con le fasce di categorie indicate: da oggi (ieri, ndr) sono state aperte le nuove prenotazioni per gli over 70 e proseguono le somministrazioni per le persone estremamente vulnerabili».


«In caso di dosi rifiutate – prosegue l’azienda sanitaria – si attinge alle liste di emergenza che contengono i contatti delle persone che ne hanno diritto. In nessun caso il cittadino può presentarsi in Fiera, o in qualsiasi altro centro vaccinale, senza appuntamento». La chiosa finale annuncia una valutazione che sarà compiuta nelle prossime ore: «La direzione dell’Asl, dispiaciuta per questo spiacevole episodio, sta valutando di presentare una denuncia contro ignoti perché questi comportamenti possono generare confusione nella popolazione in un momento in cui la corretta informazione è più che mai cruciale per affrontare l’emergenza sanitaria».

Accessi non autorizzati

Quel messaggio “fake”, saltato di cellulare in cellulare sull’onda dell’interesse che una comunicazione di questo genere può suscitare tra chi non è stato ancora inserito negli elenchi delle categorie ammesse, ha portato una trentina di persone l’altro ieri nel sito hub provinciale, costringendo «per 2-3 ore il personale di servizio – ha dichiarato alla stampa la direttrice generale Asl, Monica Calamai – a distogliersi dai propri compiti per spiegare a chi si è presentato senza prenotazione che si trattava di un annuncio totalmente infondato e che tutti sarebbero dovuti tornare a casa».

«Per fortuna – ha aggiunto a manager – nessuno si è impuntato e non si sono create tensioni e incidenti ma questo è il rischio che si è corso a causa di un messaggio irresponsabile». L’Asl sta decidendo in queste ore se segnalare la situazione con una denuncia, perché la “fake news” ha interferito con lo svolgimento di un servizio essenziale, di importanza prioritaria.

Il vaccino AstraZeneca, dichiarato sicuro dall’Ema e somministrato in tutti i centri vaccinali ad alcune fasce della popolazione, sarà utilizzato anche per immunizzare gli ultra 70enni, che da ieri possono prenotare l’appuntamento. La raccomandazione di somministrarlo sopra i 60 anni potrebbe fare estendere il suo utilizzo anche per questa fascia anagrafica che potrebbe essere autorizzata a raggiungere i centri vaccinali entro la fine di aprile.

«Il numero dei rifiuti del vaccino di AstraZeneca è molto contenuto – ha ribadito la direttrice Asl – Domenica su 297 prenotazioni non si sono presentate 30 persone». Le motivazioni possono essere diverse, non necessariamente riconducibili a preferenze per altri preparati. Ieri mattina, nel sito della Fiera, a rifiutare AstraZeneca erano state quattro persone. Il “no” al siero in regione riguarda circa il 10% dei prenotati. Come ha già spiegato e ribadisce l’Asl, i rincalzi vengono scelti da “liste d’emergenza” compilate con i nomi dei cittadini già inseriti nelle categorie e fasce d’età ammesse. A chi rifiuta, in assenza di motivi legati allo stato di salute (le esenzioni), viene risposto di richiamare tra qualche settimana e di mettersi in coda per il vaccino previsto in quel momento per la campagna.

Forniture settimanali

Entro venerdì in regione dovrebbero essere consegnate le prime dosi del vaccino prodotto da Johnson&Johnson (i trial clinici segnalano un’efficacia al 66%, al 57% contro la variante sudafricana). L’Ema ha avviato un controllo straordinario sulla sicurezza del prodotto, già utilizzato negli Usa, a seguito della segnalazione di 4 tromboembolie. In Italia è attesa un a prima fornitura di 180mila dosi, in Emilia Romagna ne dovrebbero arrivare entro fine settimana circa 12mila, una quantità piuttosto limitata anche se la somministrazione provvedere l’assunzione in una sola dose. A Ferrara sono attese entro giovedì 1.050 dosi di J&J oltre a 900 di AstraZeneca e, entro domani, 10.530 di Pfizer. —



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