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Trivellazioni al largo dei Lidi. La Comunità del Parco dice no

La riunione vede un fronte compatto degli amministratori ferraresi e ravennati Il presidente: problemi di subsidenza e cozza con il riconoscimento Mab Unesco

COMACCHIO. Come previsto, il via libera dal punto di vista dell’impatto ambientale non è coinciso con l’ok al progetto per estrarre gas in mare, al largo dei Lidi. Ieri tutti i partecipanti alla riunione della Comunità del Parco hanno espresso parere negativo a questo progetto, com’era del resto prevedibile considerando quanto i primi cittadini del Basso Ferrarese avevano già dichiarato alla Nuova Ferrara all’indomani dell’ok dato dalla commissione di Valutazione di impatto ambientale del Ministero della transizione ecologica.

«Tutti i presenti (unico assente, giustificato, era il sindaco del Comune di Alfonsine; ndr) hanno votato no, come del resto avevamo già fatto alla precedente richiesta avanzata nel corso del 2015». A parlare è Gianni Michele Padovani, sindaco di Mesola nonché presidente della Comunità.


Se, come detto, i rappresentanti ferraresi avevano già espresso il loro parere negativo al nostro quotidiano, confermato ieri mattina durante l’incontro in videoconferenza ( piattaforma Google Meet), al pari dei colleghi dei Comuni ravennati, fra cui l’assessore Gianandrea Baroncini.

MAB UNESCO

Diversi i temi portati dalla Comunità del Parco per bocciare una richiesta che, d’altronde, ha trovato pareri negativi anche nel governo della Regione Emilia Romagna. «Riteniamo assurdo pensare ad attività di questo tipo con i problemi sussistenti di subsidenza nei nostri territori costieri. Per non parlare del riconoscimento di Riserva della Biosfera - Mab Unesco conferito al nostro Parco del Delta», dice ancora Padovani.

In sintesi, la Comunità del Parco ha deliberato di confermare le richieste già citate nella delibera della Comunità del Parco, ossia di richiedere alle autorità competenti di non concedere il rilascio di nuove autorizzazioni e/o il rinnovo di quelle esistenti per attività di prospezione, ricerca, nonché nuove concessioni di coltivazione di idrocarburi nel territorio del Parco del Delta del Po e nei cosiddetti siti Rete Natura 2000 gestiti dall’Ente Parco e nell’area della Riserva di Biosfera Delta del Po, “trattandosi di aree particolarmente fragili, soggette a subsidenza naturale e antropica, a dissesto idraulico, nonché in ragione del riconoscimento di Riserva della Biosfera - Mab Unesco”. A questo si aggiunge che è stato avviato dallo scorso dicembre il progetto di allargare i perimetri della Riserva di Biosfera al fine di comprendere i Comuni del Ravennate (Ravenna, Cervia e Alfonsine).

Inoltre, la Comunità del Parco richiede che venga verificato anche per le aree limitrofe al Parco del Delta del Po di analizzare attentamente - dal punto di vista della compatibilità ambientale - l’ipotesi di attività estrattiva, in ragione di eventuali conseguenze indirette che si potrebbero generare nell’area del Parco. —

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