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La Regione blinda la Sacca di Goro: «No a nuove concessioni»

L’assessore Mammi conferma la sospensione temporanea fino a giugno 2022. Sulla vicenda interverrà la Consulta ittica. Il sindaco Viviani: «Indicazione chiara, bene così»  

GORO. Sarà formalizzata a breve la richiesta della cooperativa La Valle di trasferire in Sacca la propria concessione demaniale attualmente collocata nell’area fra le dighe e la battigia dei Lidi di Pomposa e Scacchi. «Abbiamo chiesto spiegazioni al Servizio regionale e ci muoveremo esclusivamente solo dopo l’assenso», dice il presidente Filippo Sambi. Ma l’istanza che ha sollevato un polverone tra i pescatori di Goro, le cui scintille hanno pure provocato tensioni a livello istituzionale tra il Comune e quello di Comacchio, quasi certamente rimarrà “in secca” ancora per un bel po’.

La vicenda ieri (lunedì 19 aprile) ha fatto tappa a Bologna, nell’incontro presieduto dall’assessore regionale Alessio Mammi, il quale ha confermato un principio base: di nuove concessioni nella Sacca di Goro non se ne parla prima del 30 giugno 2022.


Fermi tutti fino al 2022

Lo stop, insomma, non rischia al momento di infrangersi di fronte all’alzata di dito da parte della coop comacchiese. «È questa l’indicazione che è stata ribadita nel corso della riunione – dice il sindaco di Goro, Diego Viviani, che vi ha partecipato assieme alla associazioni di categoria dei pescatori –. O meglio: la domanda di traslazione non può certo essere preclusa, tuttavia non esiste nessun automatismo per ciò che riguarda l’accettazione».

C’è comunque da attendere l’esito dello studio affidato in convenzione all’Università di Ferrara, per verificare il massimo carico antropico sopportabile dal bacino marittimo ricompreso nella Sacca. «Solo a quel punto, sulla base di un analisi tecnica, sarà possibile capire se si può allargare ad altre concessioni», sostiene Viviani, il quale parla di «un qui pro quo» e di «una interpretazione diversa di quella che è la realtà» da parte della coop La Valle.

A vagliare il caso sarà, con una convocazione ad hoc, la Consulta ittica regionale, organismo consultivo formato a fine 2019, che ha il compito di formulare proposte ed esprimere pareri sulle linee generali di politica della pesca professionale e dell’acquacoltura. Presieduto da Mammi, è composto dai rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali, cooperative e sindacali del settore.

Controreplica a Negri

Viviani è amareggiato per la dura presa di posizione del suo collega comacchiese Pierluigi Negri: «Io non ho particolari problemi nei confronti di Comacchio – replica –, mi sarei espresso contrariamente anche se la richiesta fosse arrivata da altrove. Dico solo che è comodo volersi trasferire ora in Sacca, dopo i tanti sacrifici e investimenti fatti da noi per il ripristino ambientale». —

Fabio Terminali

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