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Ferrara. Sanitari no vax, quasi pronti gli elenchi

Per chi rifiuta l’iniezione possibile cambio di mansione o sospensione. Fragili e vulnerabili: task force con otto medici

FERRARA. Il decreto legge sull’obbligo vaccinale è ancora fresco di approvazione (ha avuto l’ok tre settimane fa) ma ha già compiuto i primi passi. Dalla Regione, infatti, gli elenchi degli operatori dipendenti delle strutture sanitarie e iscritti agli Ordini professionali sono stati inviati alle Asl che stanno procedendo con l’incrocio dei dati per estrarre la lista dei non vaccinati: gli operatori che ancora non hanno assunto il siero anti-Covid e sono a contatto con l’utenza.

Nel giro di qualche giorno riceveranno (questo prescrive il decreto) l’invito a vaccinarsi. Nel frattempo potrebbero aver già provveduto, aver preso un appuntamento oppure aver ricevuto la certificazione di esenzione per motivi di salute. In caso di rifiuto, invece, dovrebbe scattare l’allontanamento ad altre mansioni o la sospensione dall’incarico senza stipendio. Nei giorni scorsi molti operatori, che non avevano potuto vaccinarsi in precedenza, si sono immunizzati. Ma in ospedali e strutture sanitarie il passaparola tra i no-vax fa circolare la tesi che «basta presentare al momento della vaccinazione un’autodichiarazione con la richiesta di informazioni sul vaccino» per far saltare l’obbligo. In realtà potrebbe essere un’arma spuntata: il decreto prevede che è proprio il rifiuto di vaccinarsi a far scattare la sospensione. Nei giorni scorsi, sia negli ospedali che nelle cliniche, si sono verificati contagi di operatori non vaccinati che hanno fatto suonare un campanello d’allarme sulla possibilità di far rientrare il virus nei luoghi di cura.

Fragili e vulnerabili

Intanto l’Asl prosegue con il piano vaccinale e cerca di dare una risposta alla valanga di mail ricevute da persone fragili ed estremamente vulnerabili (queste ultime, con patologie ad altissimo rischio, già ammesse alla vaccinazione e in procinto di ricevere la prenotazione, le prime con diritto di priorità quando sarà ammessa la loro fascia d’età). È stato creato un indirizzo email dedicato – fragilicovid19@ausl.fe.it – gestito dalla direzione sanitaria. «Per far fronte alla situazione e velocizzare i tempi di risposta è entrata in funzione una task force di otto medici che hanno dato la propria disponibilità a partecipare al lavoro meno “visibile” – scrive l’azienda territoriale – ma comunque fondamentale, della campagna di vaccinazione». Le altre richieste, non collegate a vulnerabili e fragili ma erroneamente inviate all’indirizzo email, «vengono reindirizzate all’ufficio competente mentre le domande prive di documentazione sanitaria adeguata necessitano di uno step ulteriore per gli approfondimenti». In ogni caso, l’Asl invita la popolazione a fornire un recapito telefonico attivo in modo da avere un collegamento diretto, se necessario. —

Gi. Ca.

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