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Addio alla prima elementare. Tra i genitori c’è sconcerto

È palpabile il disappunto in paese per la perdita di un servizio fondamentale.  Le opposizioni accusano l’amministrazione comunale di scarsa determinazione

Ro. «È una situazione imbarazzante, siamo sconcertati. Eppure avevano promesso tutt’altro». A Ro è palpabile il disappunto per la perdita della prima elementare. Sabato pomeriggio, dopo che la riunione di Copparo ha sancito l’ufficialità, non si parlava d’altro. C’è tanta amarezza: «Una comunità che perde la scuola perde gran parte della sua identità», è la considerazione diffusa.

Il calo demografico (al prossimo anno scolastico erano iscritti appena sette bimbi) comporta questi inconvenienti. Ma la colpa, se di colpa si tratta, secondo i genitori e non solo, va sulle spalle di chi non avrebbe messo il giusto impegno per provare a scongiurare la peggiore delle conclusioni.


MINORANZE

Dura la posizione critica di Daniela Simoni (Gente di Riva del Po), Serena Occhi (Futuro eco-compatibile) e Marianna Lucchin (Centrodestra unito per Riva del Po). «Questo plesso scolastico perde un anno e i successivi 4, ovvero dalla prima alla quinta classe elementare – commentano le capigruppo di minoranza –. Un vuoto culturale e generazionale che pesa come un macigno sulla nostra comunità, già tanto provata dal commissario e dalla pandemia. Unica soluzione percorribile è quella di una sola prima a Berra e di una succursale per alleggerire numericamente la medesima. Ma in questo passaggio bisogna essere molto chiari: anche la succursale potrebbe essere a Berra e non a Ro».

Per le esponenti delle opposizioni «si chiede un vero e proprio atto di coraggio ai genitori coinvolti ed ai nostri bambini, vittime incolpevoli dell’immobilismo e dell’assoluta assenza di progettualità degli amministratori».

Le minoranze unite presenteranno a breve una interpellanza/interrogazione per capire in maniera più compiuta i contorni della situazione. «E gli amministratori al governo? Hanno finalmente ben chiare – chiedono dall’opposizione – le azioni che devono sviluppare per gli anni scolastici che verranno? Hanno capito che è basilare lavorare fin da subito sull’offerta e sui servizi da proporre, affinché la nostra scuola divenga appetibile e numericamente sostenibile? In fondo non dovrebbero far altro che recuperare il loro programma elettorale, nel quale era già tutto scritto e finora tutto rimasto lettera morta, e passare dalle mere promesse ai fatti concreti. Solo così, come giustamente sostengono a gran voce i genitori coinvolti, il loro sacrificio non sarà vano». —

D.M.

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