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Copparo. Morto l’imprenditore Mattei, ha creato Silla. Dal magazzino del 1956 alle 16 sedi odierne

Aldo Mattei, 94 anni

Arrivò dalle Marche e nel giro di pochi anni allargò l’attività, ora in sei province. Lascia moglie, tre figli e i nipoti 

COPPARO. Poteva colpire per la propria riservatezza, ma di certo non gli mancavano risolutezza e spirito imprenditoriale. Ieri (23 aprile) all’età di 94 anni è morto nella propria abitazione Aldo Mattei, colui che ha trasformato un magazzino per la vendita di legname in un vero e proprio colosso, che attualmente conta in tutto 16 sedi, sconfinando in province vicine come Rovigo, Bologna (Imola), Modena (Finale Emilia) e Ravenna (capoluogo, Faenza e Lugo) per arrivare a Forlì, per un totale di 200 collaboratori.

Gli è bastato arrivare dal suo piccolo paesino in provincia di Pesaro, Savignano Montetassi, affiancato dall’amata moglie Antonella, per capire la situazione e nel giro di un paio d’anni prendere direttamente in gestione l’attività, avviarla con il nome Silla e aprire un secondo punto vendita. Da lì è stata una crescita continua, in un’azienda che lo ha visto ancora attivo sulla soglia dei novant’anni, pronto a dare consigli a figli e nipoti che nel frattempo sono entrati alla guida dell’azienda, sempre più a conduzione familiare.


La storia

Mattei, laurea in agraria all’Università di Pesaro, fu inviato dall’azienda per cui lavorava nella sua terra d’origine a Copparo nel lontano 1956. E da Copparo non si è più mosso, è rimasta la base da cui allargare la rete commerciale, per quella che è la rete di distribuzione di materiali edili più grande in Emilia Romagna. Ma inizialmente era un magazzino per l’importazione e la vendita di legname, da qui la ragione sociale Società importazione lavorazione legnami affini, diventata più brevemente Silla. Mattei nel giro di poco tempo nel 1958 decide di rilevare l’attività e lo stesso anno apre il secondo punto vendita, a Cento. Alla soglia degli anni ’60 la gamma di vendita è stata ampliata con tutti i prodotti per l’edilizia e nel frattempo si allarga ancora la rete. Fondamentale anche in considerazione del boom edilizio ai Lidi l’apertura nel 1967 della filiale di San Giuseppe, dove è presente anche una centrale per la produzione di calcestruzzo preconfezionato.

Ora come detto in tutto le sedi sono 16, grazie anche all’acquisizione nel 1999 della Samea Coop, con i due magazzini di Forlì e Ravenna. Nel settembre 2004 ecco lo sconfinamento a Modena col magazzino di Finale e nel gennaio 2008 ecco anche la Silla a Rovigo, acquisendo il Punto edile Rovigo. Nel 2010 acquisendo Marchedil si arriva alla totale copertura di Ferrara (sedi in via Bologna 27 e via Bologna 484). Infine, nel 2011 viene incorporata la Sicap/cementisti così da aprire il secondo punto vendita di Ravenna e poi inaugurare la sede a Faenza.

La vita

Mattei a Copparo ha trovato la terra ideale, quella da cui gestire una rete commerciale sempre più ampia, affiancato via via da figli e nipoti. Fra questi ultimi c’è Federico, che ricorda nonno così: «Aveva un carattere schivo ma lo spirito imprenditoriale non gli mancava. Mio padre (Fabio; ndr) raccontandomi gli anni in cui era più giovane scherzava dicendo che nelle trattative più serrate finiva spesso a tifare per gli altri, tanto mio nonno era rigido nel rimanere sulle sue posizioni. È rimasto sempre lucido e lo ha aiutato senz’altro il fatto di restare con noi in azienda fino a pochissimi anni fa, perché quella era la sua seconda famiglia».

Come confermato anche dal nipote, Mattei era schivo, «non amava i riflettori e la vita mondana se così la vogliamo chiamare», però era facile leggere il nome Silla affiancato a iniziative o come sponsor. «Ci teneva a fare del bene per questo territorio», dice ancora il nipote.

Nell’ultimo periodo le condizioni di salute dell’imprenditore si erano aggravate. A un certo punto si sarebbe reso necessario il ricovero in ospedale, ma i familiari non avendo più speranze hanno preferito tenerlo in cura nella sua casa, così da potergli rimanere a fianco fino all’ultimo minuto.

Mattei oltre alla moglie Antonella, lascia i figli Fabio, Stefano e Fiorenza, i nipoti e tutti gli altri parenti. I funerali dell’imprenditore devono ancora essere fissati. —

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