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La tragedia di Portomaggiore. La compagna: «Lo aspettavo a cena Poi la telefonata...»

Cristiano Arlotti, 49 anni, con il suo idolo Vasco Rossi

Cristiano Arlotti, 49 anni, è morto sabato in un incidente Lascia una figlia di 14 anni

BANDO. «L’ho aspettato, poi ho provato a telefonare. Una, due, tre volte. Niente. Stiamo insieme da più di vent’anni...ho subito capito. Ho iniziato a chiamare in ospedale, poi i carabinieri. Mi hanno detto che c’era stato un incidente ma non sapevano ancora il nome. Dopo un’ora mi hanno richiamata. Era lui. Il mondo mi è crollato addosso».



Gessica è la compagna di Cristiano Arlotti, l’uomo di 49 anni morto in un incidente stradale sabato sera quando, in sella alla sua moto, si è scontrato con un’auto e per lui non c’è stato nulla da fare. Un frontale devastante , l’impatto con il guard rail, la sua moto che in seguito allo schianto è finita nel canale che corre a fianco della strada. Gli operatori del 118 hanno cercato a lungo, con una serie di tentativi disperati, di salvargli la vita, ma dopo tre quarti d’ora si sono dovuti arrendere.

Cristiano Arlotti, 49 anni


La famiglia

Cristiano lascia i genitori, i primi ad arrivare sul posto, la compagna Jessica e la figlia di 14 anni. «Vivo in un incubo – dice la donna ormai senza più lacrime –. Son stata operata e non mi posso muovere, non sono riuscita nemmeno a correre da lui. Aveva in realtà finito il turno nel primo pomeriggio, poi era rimasto a Portomaggiore dove abitano anche i suoi. C’erano delle cose da sbrigare, dei documenti da preparare perché sono ferma...ma non è più tornato». Parenti e amici cercano di proteggerla per quanto possibile dal dolore e lei, da mamma, non può permettersi di crollare perché la figlia ha bisogno di un porto sicuro in cui trovare riparo durante questa tremenda tempesta.

I ricordi

«Aveva l’argento vivo addosso – raccontano i suoceri –. Lui era amico di tutti, conosceva persone ovunque. Era nato a Ostellato, vissuto a Portomaggiore e poi qui a Bando». Cristiano Arlotti lavorava alla Coop a Porto, la sua compagna alla Coop di Argenta. “Era un matto, nel senso più buono e affettuoso del termine – dice Davide Marchini, amico da una vita –. Era l’anima delle cene, delle feste. Anche sul lavoro aveva una battuta per tutti, parlava in dialetto e sapeva scegliere sempre la frase giusta per ogni cliente. Lo adoravano. Lascia un vuoto enorme». Anche al bar Centrale di Bando regna il silenzio e l’incredulità. «Abbiamo saputo dell’incidente quasi subito, ma in realtà il nome non era ancora circolato. Quando hanno detto che la vittima aveva una moto rossa, tanti di noi hanno capito. Abbiamo sperato fino all’ultimo che non fosse vero».

La promessa

Cristiano Arlotti aveva tante passioni ma più di tutto «Amava Vasco, cercava di non perdersi un suo concerto. Avevamo i biglietti dell’anno scorso e ci saremmo dovuti andare l’anno prossimo. Lo porterò lo stesso», promette Gessica. Lo schianto ha avuto luogo alle porte del capoluogo, poco dopo il cimitero. Stando alle prime informazioni circa la dinamica, che è al vaglio dei carabinieri, la Ducati guidata da Arlotti, diretta verso il territorio argentano, avrebbe occupato la corsia opposta, dove proprio in quel momento stava passando una Fiat Punto. Al volante c’era un anziano, che stava trasportando due giovani. Si attende l’esito degli esami tossicologici cui l’uomo alla guida dell’auto è stato sottoposto. —

Annarita Bova

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