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Turismo in sella, la Regione vede green. Nuova geografia degli itinerari ciclabili

Mobilità ciclistica in Emilia Romagna, l’assessore Corsini: 330 interventi e 55 milioni di investimento nei prossimi tre anni

Da un lato la Destra Po, con Vento ed Eurovelo 8, dall’altra la Ciclovia del Sole, con Eurovelo 7 e l’asse Capo Nord-Malta. Uno snodo centrale quello situato tra le province di Ferrara, Bologna e Modena che consente ai cicloturisti di spostarsi più o meno ovunque. Non tutte le grandi ciclovie sono raggiungibili su percorso ciclabile, bisogna anche affidarsi a strade a bassa percorrenza e a qualche tratto più trafficato ma già solo pensare, per esempio, che da Gorino è possibile arrivare al lago di Garda in bicicletta fa un certo effetto. Oltre alla Destra Po ci sono anche percorsi minori ma non per questo meno frequentati, uno su tutti quello della ciclabile del Burana.

Il tratto di 46 chilometri ininterrotti inaugurato un paio di settimane fa tra Mirandola e Sala Bolognese, invece, fa parte del più ampio tracciato che collegherà Verona a Firenze. Il cicloturismo guadagna terreno, sempre più persone stanno scoprendo il piacere di conquistarsi la meta. Il tragitto è diventato parte integrante della vacanza; non più soltanto un intervallo tra un luogo e l’altro da coprire nella maniera più breve possibile, ma anche e soprattutto un momento per scoprire luoghi nuovi e mai visti. L’Emilia Romagna, attraversata da numerosi percorsi nazionali e da tre arterie europee (nel Piacentino passa anche Eurovelo 5), da anni lavora per ampliare l’offerta per rendere appetibile il territorio per chi lo vive tutti i giorni e per chi lo scopre da turista. Alle porte di una stagione estiva che si preannuncia come “l’estate delle vacanze all’aria aperta” abbiamo fatto il punto con Andrea Corsini, assessore regionale alle infrastrutture e al turismo.


Quanto conta il settore e qual è il suo potenziale?

«In Italia il cicloturismo sta vivendo una fase di espansione, tanto che solo nell’ultimo anno la vendita di pacchetti per cicloturisti ha fatto registrare un incremento medio di circa il 30%. E la scorsa estate – ci dicono Legambiente e Isnart - quasi 5 milioni di italiani hanno usato la bicicletta nel corso delle loro vacanze, per una spesa complessiva di poco superiore ai 4 miliardi di euro, pari al 18% dell’intera spesa turistica generata in Italia».

Qual è la situazione in Emilia Romagna?

«Con 5 milioni di euro erogati dalla Regione e l’impegno della Città metropolitana di Bologna abbiamo avviato l’apertura del nuovo tratto la Ciclovia del Sole, che fa parte del grande itinerario ciclabile europeo Eurovelo 7 Capo Nord-Malta. Sarà di fatto percorribile da Bolzano a Bologna, mentre sono già finanziate e in parte realizzate alcune parti del tracciato Bologna-Firenze: 4,5 milioni di euro per la Casalecchio-Marzabotto e 2,5 milioni per la Marzabotto-Silla, oltre ai 7 milioni di euro per il tratto toscano».

La ciclovia Adriatica, che passa per il Ferrarese, è in fase di realizzazione. A che punto siamo?

«La ciclovia che collega Chioggia al Gargano per una lunghezza di circa 900 chilometri la Regione Marche (capofila con Veneto, Abruzzo, Molise e Puglia) sta mettendo a punto la progettazione di fattibilità tecnico-economica di tutto il percorso, con finanziamenti del ministero dei Trasporti, che si concluderà a maggio, per cui non sono ancora definiti i lotti destinatari dei primi finanziamenti ministeriali».

E il tratto locale?

«La ciclovia attraversa tutta la nostra Regione in prossimità della costa, territorio tutto a vocazione turistica, interessando quattro province e 15 comuni: nel tratto ferrarese interessa un’area a forte valenza naturalistica come le valli di Comacchio e il bosco della Mesola. Terminato lo studio di fattibilità tecnico economica, il Ministero e le Regioni interessate individueranno i lotti prioritari che dovranno essere realizzati anche attraverso finanziamenti statali. Certamente la ciclovia Adriatica proporrà un modello diverso di turismo in un’area, la costa adriatica, a forte vocazione balneare e sportiva».

Come si pone la Regione nei confronti delle ciclabili?

«L’Emilia-Romagna sostiene da tempo le ciclovie come nuova idea di viaggio che mette al centro la scoperta lenta dei territori e una maggiore sostenibilità ambientale, in linea con il Patto per il Lavoro e per il Clima. Negli ultimi dieci anni solo nelle aree urbane abbiamo realizzato 1.000 chilometri in più di piste ciclabili e oltre 1.650 nei comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti. Nei prossimi tre anni, in linea con i principi del Patto per il lavoro e per il clima, sono avviati o già programmati oltre 330 interventi per la mobilità ciclistica, con un investimento di circa 55 milioni di euro su un costo complessivo di 75 milioni».

Uno scenario importante anche per l’Adriatica.

«Esatto. Una volta individuati i primi tratti da candidare a finanziamento statale, si procederà con i lavori: lo Stato, per le ciclovie nazionali, ha previsto oltre 300 milioni in questo e nel prossimo triennio, che saranno disponibili per progetti cantierabili. E la Regione non farà mancare il suo sostegno».

La Destra Po quest’anno compie vent’anni ma i servizi scarseggiano. Spetta ai Comuni rivieraschi intervenire o c’è un progetto più ampio?

«Lo sviluppo e la “messa a sistema” delle ciclovie, come stanno facendo la Regione e gli interventi nazionali negli ultimi cinque anni attraverso il Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, darà una forte spinta allo sviluppo di attività economiche legate alla bicicletta. Saranno attivate sinergie in cui il territorio, le amministrazioni comunali e le attività economiche avranno un indubbio ruolo da protagonisti».

Ferrara è definita la città delle biciclette. Come valorizzare ciclabili e territorio?

«La bicicletta è il mezzo di trasporto più efficiente nelle nostre città, di piccole o medie dimensioni, e collocate in pianura: non solo quindi un mezzo di trasporto per lo svago o per il turismo, ma anche i una soluzione efficace per risolvere i problemi della mobilità nelle nostre città. Non si tratta di creare solo infrastrutture ciclabili, ma un ambiente amico delle biciclette a 360° lavorando sullo spazio urbano e sui servizi, creando un territorio che vive “ad una velocità diversa”. Promuovere la bicicletta significa promuovere una migliore qualità delle città e quindi della nostra vita. Questo può diventare un elemento di riconoscimento e di promozione del territorio». —