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Ferrara, ricatti e chili di droga: «Paga o ti violento». La resa dei conti per il clan Arobaga

Oggi il processo al gruppo mafioso che operava in città. E in tutta Italia scattano blitz contro i Black Axe, altri cults  

FERRARA. Ana non ci sarà, in aula, come vittima, parte civile al processo che si apre oggi all’aula bunker del carcere della Dozza. Potrebbe farlo, perché lei, nigeriana, venditrice ambulante, pur abusiva, di bibite e birra, e di vestiti usati, era stata ricattata dai suoi connazionali, dal capo degli Arobaga/Vikings, da Boogye, Emmanuel Okenwa, il coordinator della batteria di nigeriani tra Emilia, Veneto e Piemonte. Boogye le chiese il “pizzo”: 600 euro, a lei, che – aiutata dalla Caritas – per sopravvivere e inviare soldi in Nigeria alla famiglia aveva un chioschetto nei pressi dell’ex distilleria di via Modena dove vendeva di tutto. Boogye era stato chiaro: «Se non paghi mando i miei uomini a violentarti, io sono il capo degli Arobaga, non puoi vendere senza il mio permesso».

DENUNCE E PAURA

Denunciò tutto, Ana, alla fine, anche se aveva paura. La stessa che avevano tanti connazionali che poi hanno segnalato e denunciato, aiutato ad arrestare quelli del clan dei nigeriani. Che oggi non fanno più paura, in 32, perché in carcere, perché membri del clan Arobaga/Vikings dovranno presentarsi in tribunale a Bologna: nell’aula bunker della Dozza, davanti al gip Zavaglia che dovrà decidere se accogliere il processo richiesto dalla procura antimafia. O valutare riti alternativi, il giudizio abbreviato, solo sulle carte, gli atti. Carte, è bene dirlo, che parlano già da sole, per reati blindati: dall’associazione mafiosa al traffico di droga, alle violenze, ricatti ed estorsioni.

Ferrara, il blitz della polizia contro la mafia nigeriana

Migliaia di intercettazioni che gli uomini della Squadra mobile cittadina hanno raccolto per incastrare capi, capetti e gregari. Un lavoro durato due anni che ha visto gli uomini dell’Antidroga della squadra mobile di Ferrara analizzare e inquadrare il fenomeno dei clan nigeriani in città. Collegandosi con le altre squadre mobili di tutta Italia, visto che nell’ottobre scorso quando scattò il blitz furono oltre 60 gli arresti tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia.

BLITZ IN MEZZA ITALIA

Squadra mobile di Ferrara che anche ieri si è mossa, in aiuto ai colleghi di Reggio Emilia, per il blitz scattato contro un altro clan mafioso nigeriano, quello dei Black Axe: operazione partita dall’Abruzzo, che ha portato a smantellare, scoprire e arrestare 30 membri dei Black Axe in mezza Italia: Roma, Rieti, Bari, Caserta, Napoli, Reggio Emilia, Parma, Modena, Catania, Genova, Messina, Potenza e Terni. Un clan specializzato in truffe informatiche. Ultima operazione tra le tante, conferma Francesco Messina, Direzione centrale anticrimine Polizia di Stato: «dal 2019 oltre 300 appartenenti alla mafia nigeriana sono stati colpiti, grazie a decine di operazioni». Organizzazioni criminali presenti in Italia da 20 anni fa diventate, come le mafie italiane, capaci di operare a livello internazionale. Gli Arobaga facevano la loro parte, da Ferrara. –

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