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Ferrara, prenotazioni turistiche al palo. La città d’arte spera nel last minute

Alberghi al 20% per effetto della sola clientela business e quattro big sono ancora fermi. Govoni (Annunziata): sono mesi decisivi, puntiamo sul green

FERRARA. Turisti da zona gialla nella città d’arte? Per ora nemmeno l’ombra di prenotazioni. Gli alberghi ferraresi del centro vivacchiano ad oggi al 20-25% di occupazione «solo con qualche cliente business, che prenota in genere due o un giorno prima - racconta Zeno Govoni, titolare dell’Albergo Annunziata - e naturalmente durante la settimana. Prenotazioni turistiche? In tutto finora quattro, e mi riferisco all’intera estate». Una situazione estendibile a gran parte del comparto, che è monitorato da un panel con otto strutture. La speranza è che la tendenza a decidere all’impronta, magari sulla base del meteo finora poco invitante, possa portare ad un incremento di arrivi senza prenotazione a partire dal mese di maggio, in coincidenza con la riapertura di mostre e musei. Gli albergatori non se la sentono di spendere per ora soldi in promozione, ma stanno studiando il marchio Green hospitality per la ripartenza: il progetto prevede di risparmi anche sui servizi da spendere poi in azioni sostenibili.

PEGGIO DEI BAR


Sono messi in condizioni peggiori di bar e ristoranti, gli alberghi della città d’arte, «con questa primavera abbiamo praticamente perso per intero tre stagioni - elenca Matteo Ludergnani (Carlton Hotel) - Primavera e autunno 2020, e appunto quella in corso. E questo anche se formalmente, da codici Ateco, siamo rimasti sempre aperti. Rispetto ad un’annata normale, l’ultima è stata il 2019, abbiamo perso l’80-85% di presenze e d’altra parte in città come Verona o addirittura Venezia dove numerosi hotel sono in vendita». A Ferrara due hanno chiuso, il Corte Estense e il San Paolo, mentre quattro delle strutture più grandi sono ferme in vista di tempi migliori: si tratta di Duchessa Isabella, Ferrara, Maxxim e Princess Art, «va tenuto conto di questa situazione quando si considerano le occupazioni stanze degli alberghi aperti» fa presente Govoni.

Al Duchessa, che non ha ancora una data per la riapertura, risulta che qualcosa si stia muovendo in termini di prenotazioni da fine maggio-inizio giugno.

LA PROSPETTIVA

Tra gli albergatori è forte la convinzione che ci si «giochi tutto quest’anno: se non riusciamo a ritornare a dei livelli accettabili, molte imprese non potranno proseguire» sottolinea Govoni. Per questo in vista dei primi effetti della riapertura ai viaggi interregionali si studiano le tendenze turistiche “pandemiche”: accanto alla voglia di sicurezza, risulta al panel ferrarese, cresce quella di turismo sostenibile. Per questo si sta cercando di costruire un indice di turismo energivoro e si progetta un coinvolgimento degli ospiti degli alberghi in azioni di risparmio energetico: «Si potrebbe ad esempio risparmiare un cambio lenzuolo o set cortesia per riservare risorse a iniziative di sostenibilità in città» spiega il patron dell’Annunziata. Servirà anche a pareggiare l’appeal del turismo all’aria aperta e di costa. —

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