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Scuola, sui banchi d'estate

Iscrizioni volontarie, spazio a progetti ricreativi come teatro e sport: i piani dei presidi. Soldi dal ministro Bianchi per recuperare lezioni e relazioni. «Idea utile per i ragazzi più in difficoltà». Ma c’è chi è scettico

FERRARA. Scuola anche d’estate per recuperare gli apprendimenti ma pure relazioni ed esperienze smarriti in un anno di Covid. Il piano del ministro ferrarese Patrizio Bianchi è planato l’altra sera su dirigenti impegnati dalle scelte dei libri di testo o dalle prime incombenze di fine anno, trovando in media una buona accoglienza mista a qualche interrogativo scettico. Si può già ora ipotizzare che quasi tutte le scuole ferraresi ci proveranno ad allestire almeno dei progetti ricreativi (vanno forte i corsi di teatro oltre allo sport) e attività di recupero, più con personale esterno che con i docenti di ruolo, ma c’è chi li farà partire solo in caso di pre-iscrizione di un numero sufficiente di studenti, la cui adesione è appunto volontaria. Incombono la variabile ambientale, «ambienti molto caldi senza aria condizionata» fa presente Anna Maria Barone Freddo (Isit Bassi-Burgatti), ed il persistere di contagi e isolamenti Covid. Tempi stretti, visto che le candidature ai fondi devono essere pronte entro il 21 maggio.

Comprensivi a più voci


Si è già messa avanti con lo studio del piano estivo e le ipotesi di lavoro Maria Gaiani (De Pisis), «dalla circolare emerge che per i due rami di attività (antidispersione e recupero apprendimenti) ogni scuola può candidare dei progetti con moduli di 20 alunni: il finanziamento è di 5.000 euro per moduli più gettone mensa da 7 euro a pasto, soldi che bastano per attività fino a otto ore al giorno. Penso che ci candideremo per qualche modulo, ad esempio un campus sportivo o artistico e di relazione, e per il recupero di italiano, matematica e inglese». La dirigente si dice «favorevole alla novità, può essere un utile supporto alle famiglie. Noi del resto partiremo a giugno con un campus sportivo di tre settimane grazie ai fondi regionali di un bando vinto l’anno scorso».

Più problematico l’approccio di Stefano Gargioni (Perlasca): «Sono attività potenzialmente interessanti ma credo difficili da organizzare. A giugno i docenti sono ancora impegnati in esami e scrutini, in luglio e agosto abbiamo i Cre del Comune e di Lilluput, e dobbiamo pure imbiancare. Per candidarsi ai progetti Pon, sia pure semplificati, bisogna mettere al lavoro il personale in un momento cruciale dell’anno, e la quota distribuita per istituto dipende dalla suddivisione territoriale: solo il 20% del totale nazionale sarà riservato alle scuole del Nord».

Parla di «iniziative molto importanti», ma da valutare con i docenti, la dirigente del comprensivo di Comacchio, Adriana Naldi, «è una possibilità che arriva molto a ridosso della fine dell’anno, l’impegno sarà notevole».

Superiori in rampa

Il più entusiasta della novità è Massimiliano Urbinati, dirigente del Vergani-Navarra, «abbiamo un ministro e un capo dipartimento(Stefano Versari, ex dirigente regionale ndr) davvero capaci. Qui si tratta di ricostruire la comunità che apprende dopo questo periodo così difficile. Siamo pronti a coinvolgere soprattutto i ragazzi dei primi due anni, i più in sofferenza, anche perché i più grandi dell’Alberghiero e del Navarra sono impiegati nel lavoro estivo ai Lidi e nei campi. Immagino di non poter contare troppo sui miei insegnanti, lavoreremo con coop e associazioni del territorio. Sull’estate a scuola stavamo già lavorando per laboratori finanziati con i Patti di comunità, cui salderemo questi nuovi progetti».

Barone Freddo, dal canto suo, parla di «sondaggio preliminare tra i ragazzi» e di sviluppo estivo «di progetti già in essere, in particolare laboratori per alunni stranieri, con difficoltà specifiche, e attività particolari, ad esempio il teatro. Di sicuro faremo qualcosa, perché le indicazioni ministeriali sono esplicite, ma certo l’approccio totalmente volontaristico crea qualche difficoltà organizzativa».

Emilia Dimitri (Bachelet) aveva già convocato in mattinata una riunione con il docente incaricato dei progetti per analizzare le potenzialità del piano estate: «È un’opportunità soprattutto per una grossa fetta di studenti più in difficoltà, in particolare stranieri, e dovremo essere bravi a farla comprendere. La loro risposta è l’incognita maggiore di questo piano, per questo passeremo preliminarmente attraverso una manifestazione d’interesse tra i nostri 760 iscritti». L’idea della dirigente è di sviluppare in particolare le attività legate «alla musica e al teatro, il progetto musicale portato avanti durante l’anno, anche online, ha avuto risultati positivi. È importante fare tutto il possibile per questi ragazzi che davvero hanno patito tanto durante quest’anno e mostrano una grande volontà di riattivare le relazioni». —

Stefano Ciervo

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