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Ferrara. Confronto dal giudice per il prete arrestato per violenza sessuale

Fissato per lunedì a Enna, lui è ai domiciliari in Seminario. La difesa: «Chiariremo tutte le accuse»  

FERRARA. Dopo l’arresto, l’interrogatorio davanti al giudice che aveva deciso per lui la custodia cautelare, i domiciliari al Seminario di Ferrara, dove vive ormai da quasi due anni. Don Giuseppe Rugolo, il sacerdote arrestato per violenze sessuali e molestie su almeno tre ragazzi, all’epoca dei fatti tra i 16 e i 20 anni, sarà interrogato a Enna lunedì prossimo.

Lunedì in tribunale


In presenza, e questo sottolinea l’importanza che gli inquirenti danno alla sua presenza fisica, pur avendo l’opportunità di un interrogatorio per rogatoria (gestito dal giudice di Ferrara) oppure in video conferenza. Dovrà rispondere ad accuse gravissime, don Giuseppe, quelle che gli vengono mosse dopo la denuncia di uno dei ragazzi, il primo, e quindi da quelle emerse in corso di indagine da parte di altri due ragazzi, quando lui era seminarista e coordinava il Gruppo giovani nella parrocchia di Piazza Armerina. I suoi difensori, gli avvocati Lovison e Lizio lo assisteranno nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip che lo ha fatto arrestare, valutando le indagini di procura e squadra mobile di Enna. «Ci difenderemo – si limita a dire il legale ferrarese Denis Lovison – ben consci di trovarci di fronte ad una impostazione inquisitoria e non accusatoria: daremo i nostri chiarimenti e siamo pronti a farlo in presenza andando ad Enna».

Tribunale ecclesiale

Oltre all’inchiesta penale, è bene ricordare, che il sacerdote che si trova a Ferrara dalla fine del 2019, dove venne trasferimento per un allontanamento dalla Sicilia deciso dagli alti vertici della Chiesa, era stato processato dal Tribunale ecclesiastico che aveva aperto un procedimento canonico, procedimento non concluso per “difetto di competenza” per fatti avvenuti quando il sacerdote era ancora seminarista. E come sottolineato dal vescovo di Piazza Armerina «se accertate, le accuse sono gravi, sia sotto l’aspetto penale che morale». Come del resto lo stesso gip Maria Luisa Bruno, ha stigmatizzato, poiché che «dalla personalità di Rugolo emergerebbe un’inclinazione a cedere alle pulsioni sessuali in maniera incondizionata in spregio ai principi del culto del quale egli è ministro». –

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