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Argenta. Nuova Ortopedia entro l’anno: il patto con il Rizzoli è pronto

L'inaugurazione nel 2011 del blocco operatorio da quattro sale all'ospedale di Argenta

Il personale della struttura bolognese sarà operativo a breve al Mazzolani-Vandini. Donini (Regione): «Questa è la sanità del futuro: eccellenze e territori a fianco»

ARGENTA. Potrebbe essere operativa già entro novembre, o al massimo prima di fine anno, la collaborazione tra l’Istituto ortopedico Rizzoli e l’ospedale di Argenta. È il traguardo che si sono posti l’Asl di Ferrara e la struttura d’eccellenza bolognese, il cui direttore generale Anselmo Campagna con il suo staff, il 21 aprile, ha visitato il Mazzolani-Vandini.

Brillavano gli occhi ieri al sindaco Andrea Baldini quando la tempistica è stata confermata. «Sta per partire un progetto ambizioso che punta a riattivare la nostra Ortopedia dopo lo stop forzato del giugno 2019 e la riduzione delle attività da settembre, per la difficoltà di reperire personale qualificato. Venne lasciato un vuoto, ora speriamo di colmarlo in concomitanza con l’uscita della pandemia», ha detto Baldini.


Le basi dell’accordo

Il protocollo per «fare di Argenta l’hub in provincia per l’ortopedia», come sottolinea il dg dell’Asl Monica Calamai, entro metà maggio sarà sui tavoli della Regione. Ci sono da definire linee guida e aspetti giuridici non banali. Ma dal Rizzoli arriva l’assicurazione: «Non imporremo modelli – spiega Campagna –, non provocheremo fratture, nessuno sarà “sradicato”: sapremo adattarci a un ospedale che è già di grande qualità, un fattore che va fatto esprimere al meglio». La direzione operativa sarà dello Ior, così come il personale medico, quello infermieristico invece “in quota” Asl.

Crescita delle professionalità e qualità dell’assistenza cammineranno assieme, dice Calamai. «Per la patologie osteoarticolari il 32,1% dei cittadini ferraresi si rivolge a strutture extra regione. Un indicatore negativo su cui intervenire con percorsi innovativi e il lavoro di rete tra Argenta e il Rizzoli ci aiuterà».

Per il dirigente dello Ior, «le persone che sono già nelle nostre liste d’attesa potranno fare riferimento a una sede più vicina a casa, senza trasferirsi a Bologna, sia per gli interventi che per la riabilitazione. Al Mazzolani-Vandini – prosegue Campagna – porteremo strumentazioni all’avanguardia, lavoreremo a stretto contatto con i servizi territoriali, anche con quelli domiciliari, una cosa che a noi per esempio manca. E poi saremo presenti con le attività ambulatoriali».

Anche sul versante ricerca la parola d’ordine è integrazione, il “mantra” con cui si muove la Regione dando impulso all’intera operazione.

Impulso della regione

«Questo progetto è un pezzo di sanità del futuro – è la benedizione dell’assessore Raffaele Donini – e anticipa le nostre strategie: grandi hub regionali connessi ai territori, le eccellenze a fianco della prossimità. Vedo un lavoro comune tra professionalità per migliorare assistenza e ricerca. Il Mazzolani-Vandini sarà riqualificato e lo stesso varrà, grazie all’aiuto della Regione per quegli ospedali che temevano di essere abbandonati». —

Fabio Terminali

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