Ferrara, abusi sui disabili del centro: educatrice rinviata a giudizio

Una ferrarese di 42 anni deve rispondere di forzature di mezzi di correzione. Andrà a processo per fatti compiuti ai danni di minori nel biennio 2018-2019 

FERRARA. L’accusa ha notato un comportamento non conforme e il giudice ha deciso ha deciso di avviare un procedimento e si andrà a processo. Una donna di 42 anni, residente a Ferrara, che svolge il compito di educatrice in un centro per disabili è stato rinviata a giudizio dal tribunale di Rovigo per abuso di mezzi di correzione sui disabili che erano sotto la sua tutela, durante le ore di attività in un’associazione che opera in provincia di Rovigo.

L’INDAGINE


Tutto nasce dall’indagine partita due anni fa, dopo che sono state raccolte testimonianze a carico dell’educatrice che ora dovrà rispondere di episodi ai danni di tre minori affetti da sindrome di Down che erano sotto la sua tutela. Il procedimento davanti al giudice monocratico inizierà il prossimo 13 settembre. Gli episodi contestato alla donna, che dopo l’avvio dell’indagine non è più la legale rappresentante dell’associazione che si occupa di attività ricreative e sportive per ragazzi e bambini disabili, sono quattro e risalgono al biennio 2018 e 2019.

I CASI CONTESTATI

In un primo caso la donna avrebbe costretto un ragazzino a rimanere da solo in una stanza buia ponendosi sulla porta per non farlo uscire. Poi avrebbe messo del cellophane nelle zona pubica di una minore per prevenire eventuali perdite mestruali. In due occasioni poi la donna avrebbe preso di miro lo stesso ragazzo colpevole di due episodi di incontinenza, apostrofandolo con offese, sempre secondo l’impianto accusatorio derivato dalle testimonianza con offese. —

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