Cento, la spaccata al teatro Borgatti riaccende il clima politico

Passa l’ingiunzione dell’opposizione per consentire ai consiglieri di valutare i danni: «L’amministrazione è rimasta ferma». La risposta: edificio inagibile, non si entra

CENTO. La spaccata al teatro Borgatti ancora al centro della discussione in consiglio comunale (ieri la seconda assemblea consiliare consecutiva, dopo la proroga per il bilancio con slittamento del tanto atteso annunciata giovedì in apertura di seduta). È stato infatti approvato in aula giovedì sera l’odg con l’ingiunzione da parte dei consiglieri ad accedere al Teatro Borgatti, inagibile dal 2012 e preso di mira nei mesi scorsi da atti vandalici e furti. Dopo aver ricevuto copia della denuncia presentata all’autorità giudiziaria, il capogruppo del Pd, Piero Lodi, ha presentato l’odg in assemblea: «Dopo l’incursione avvenuta nella notte di Halloween all’interno del teatro, è stata fatta denuncia per furto. Non si tratta solo di qualche sgabello rotto o portato via, o di porte rotte, ma dal museo Tassinari sono stati trafugati oggetti dal valore storico inestimabile, non più patrimonio di Cento. Il consiglio ingiunge al sindaco Toselli di aprire la porta del teatro per consentire ai consiglieri di vedere, come si dice in piazza, montagne di guano, topi e piccioni morti, porte e vetrine sfondate. Per questo invito l’assessore alla cultura Melloni e il sindaco alle dimissioni».

Un degrado che si trascina da 9 anni, già presente con l’amministrazione Lodi, tant’è che a causa dell’incuria circa 20mila euro di costumi di pregio sono stati gettati al macero tra il 2013 e il 2014: «Situazione devastante già allora, con costumi ricoperti da guano, piccioni morti, ecc. Ma sono passati anni, e la situazione non è cambiata. E oggi è nostro diritto entrare» ha testimoniato il capogruppo Marco Pettazzoni (Lega) che all’interno del teatro nel 2015 era entrato, autorizzato dall’allora sindaco Lodi. «Cento deve tutelare la cultura – ha sottolineato poi Enrico Malucelli, capogruppo di Onda Centese -, gli immobili e gli spazi che la rappresentano e la accolgono, il teatro in primis. Vediamo lo stato di degrado in cui versa, e interveniamo».


A evidenziare le responsabilità della giunta Toselli è anche Diego Contri (gruppo Misto): «Se il sindaco Lodi in passato ha commesso errori, la città l’ha giudicato. È memoria storica. Ma dal 2016 era compito della giunta Toselli tutelare il teatro. Noi chiediamo di entrare, altrimenti ci venga detto perché, nero su bianco, a oggi non possiamo entrare».

LA REPLICA

Sul posto, nella mattina dopo la “spaccata” c’era il presidente del consiglio Mattia Veronesi: «Ho contattato le forze dell’ordine. Dopo aver visto attorno al teatro, sedie rotte e volumi gettati su via Campagnoli, che ho poi recuperato, sono entrato. Nel seminterrato, le luci delle fotocellule erano accese» ha raccontato al consiglio.

L’amministrazione ha poi elencato le azioni messe in campo dopo l’incursione al teatro Borgatti: «Assieme a sindaco, assessore Labianco, settore lavori pubblici e polizia locale – ha riferito l’assessore alla cultura Elena Melloni – molti i provvedimenti introdotti per salvaguardare e dare maggiore sicurezza all’immobile. Per impedire l’ingresso, erano già state chiuse finestre e porte, rinforzate all’interno con cambi di serratura o blocchi, e introdotte nuove transennature. Abbiamo implementato a partire da gennaio la sorveglianza armata, e incrementato i controlli di forze dell’ordine, soprattutto in borghese, per la necessità di presidiare la zona di via Campagnoli, via Guercino e piazzetta del Teatro. Ringraziamo i tanti cittadini che, con riserbo e senso civico, ci hanno segnalato situazioni critiche, finestre aperte, cose sempre accadute anche nel corso della precedente amministrazione. In questo modo, abbiamo evitato ulteriori incursioni e atti vandalici, che condanniamo a priori. Del resto, se c’erano oggetti di valore, perché la precedente amministrazione non li ha tolti dal teatro e messi in sicurezza, come ha fatto la CariCento con la collezione di strumenti Mozzani? Inoltre, ci siamo attivati anche per ripristinare il sistema d’allarme, staccato proprio dall’amministrazione Lodi perché scattava di frequente. La prossima settimana il sopralluogo in vista della riattivazione. La speranza è che siano interventi di breve durata, in vista dell’apertura del cantiere. Attendiamo solo l’ok definitivo dalla Soprintendenza. Le mie dimissioni? Solo se me lo chiede il sindaco, non certo lei».

PORTE CHIUSE

Sull’ingiunzione presentata in consiglio è intervenuto poi l’assessore alla sicurezza, Antonio Labianco: «La legge lo dice, il Tuel parla chiaro. Non è possibile entrare in un immobile dichiarato, fra l’altro, gravemente inagibile, che rimane anche a fronte degli interventi provvisionali di messa in sicurezza realizzati. L’ordinanza di inagibilità del sindaco è ancora in vigore, e per tutelare l’incolumità pubblica, non potrà mai autorizzare alcuno ad entrare. Unica eccezione, le imprese incaricate dei lavori».

Parole confermate in chiusura anche dal primo cittadino Fabrizio Toselli: «Se anche il consiglio approva l’ingiunzione, non può andare contro un’ordinanza in vigore. Le verifiche in merito, sono già state effettuate. In ogni modo - ha concluso il sindaco -, chiederemo un parere legale da parte dell’ufficio competente su cosa è possibile fare in un edificio inagibile, per chiudere in maniera definitiva la vicenda». —

Beatrice Barberini

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